Regeni, da piazzale Clodio parte una nuova rogatoria per avere video e tabulati. Ma gli egiziani sono pronti a chiudere le indagini

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L’Italia tornerà a chiedere tabulati, celle telefoniche, video delle telecamere di sorveglianza e le carte delle indagini sull’eliminazione della banda di sequestratori egiziani. Anche se la pista dei sequestratori è considerata inattendibile dagli inquirenti italiani, gli inquirenti di piazzale Clodio vogliono capire come i documenti di Giulio Regeni (scomparso ormai oltre due mesi e mezzo fa) siano finiti nelle mani della presunta banda. Tutti i componenti della banda, in un primo momento ritenuti i responsabili dell’uccisione del ricercatore friulano, sarebbero tutti morti in uno scontro a fuoco con i poliziotti. Entro la settimana la Procura di Roma invierà al Cairo una nuova rogatoria per provare a cavare qualche ragno dal buco sul caso Regeni. Su questa parte delle indagini nonostante le richieste nessun atto è stato ad oggi consegnato alle autorità italiane.La richiesta sarà inviata per via diplomatica. Domani intanto il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, avrà un primo incontro con l’ambasciatore italiano in Egitto, Maurizio Massari, richiamato in Italia per le consultazioni. Nel frattempo dall’Egitto giunge l’indiscrezione che le indagini del Cairo sarebbero chiuse e verranno riaperte soltanto qualora emergessero nuovi elementi.

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