Oltre 200 morti al giorno. Dal Regno Unito una lezione per i No Green Pass. Il Governo Johnson non ha adottato alcuna misura di contenimento. E ora il Covid galoppa in tutto il Paese

Regno Unito Covid Johnson
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Nel Regno Unito ci sono stati ieri 43mila contagi (tre giorni fa quasi 50mila), come ai tempi della prima ondata di Covid alfa, con 223 decessi (qui i dati sui contagi in diretta). E non è certo un picco isolato da quando il governo guidato da Boris Johnson ha abolito tutte le misure restrittive nel luglio scorso. “Il sonno della ragione genera mostri”, intitolava giustamente un suo quadro Francisco Goya.

TESTA DURA. Si sa che gli inglesi hanno la testa dura, basti guardare a come sono aggrappati pervicacemente al loro sballato sistema numerico, alle prese elettriche storte o alla guida a destra, ma questa volta rappresentano un pericolo per il mondo intero. Già hanno “fabbricato” la variante alfa che poi ha infettato tutto il mondo ed ora Johnson non prende misure cautelative puntando tutto sulla terza dose del vaccino che però va molto a rilento. Gli stessi medici di Stato hanno espresso al primo ministro tutta la loro preoccupazione, ma il gabinetto di governo va avanti sulla sua strada ponendo – pare – un limite a 250 decessi al giorno per intervenire.

Chi ricorda la superficialità criminale con cui lui e Donald Trump affrontarono la prima fase pandemica non può dimenticare l’altrettanto sogno criminale che era stato accarezzato dai governanti isolani e cioè di ottenere l’immunità di gregge contagiando il maggior numero di persone. Infatti, l’immunità di gregge si può ottenere sia con i vaccini che con un contagio generalizzato da far divenire così endemico il virus. Peccato che questa linea porti ad un costante e altissimo numero di decessi. Infatti in media il virus uccide circa il 3% degli infettati (maglia nera all’Italia, tanto per cambiare).

Facendo il calcolo sui grandi numeri di una popolazione i dati tornano. Nel Regno Unito pensavano che bastasse il vaccino per fare tornare tutto magicamente alla normalità, ma si è visto che così non è. Infatti negli Usa sono state reintrodotte le mascherine al chiuso e il distanziamento sociale cosa che i cocciuti sudditi di Albione non riescono a fare. In Gran Bretagna non si è ritenuto di introdurre l’obbligo del Green Pass e questo è il conseguente risultato. Tale vicenda dovrebbe servire di monito ed esempio ai violenti no vax no mask e “sì cazz.” nel senso delle stupidaggini che propagano (insieme al virus).

Questi signori, che sono divenuti immediatamente tutti virologi di fama mondiale, sono imbottiti delle cretinate e delle fandonie che si propagano sui social e su WhatsApp, con la compiacente negligenza e responsabilità dei loro dirigenti che per mantenere alto il traffico non bloccano il flusso costante di fake news. Purtroppo il virus non solo non si è attenuato, ma ha aumentato la sua contagiosità e quindi la sua pericolosità. Non hanno aiutato neppure le involute parole del medico della Casa Bianca Anthony Fauci che con un discorso farraginoso dello scorso luglio ha dato l’impressione di dire che il vaccino non serve perché “vaccinati e non vaccinati hanno la stessa carica virale”.

PAROLE VIRALI. Non soffermandosi adeguatamente sul fatto che però il vaccino, ad esempio il Pfizer in doppia dose, protegge circa al 92% e il dato sulla stessa carica virale riguarda solo chi ha sviluppato la malattia e che comunque i vaccinati sono contagiosi in media solo per tre giorni contro i quindici e oltre dei non vaccinati. Queste affermazioni confuse hanno dato la stura alle farneticazioni di no vax mondiali e politici populisti locali, come Giorgia Meloni, che non ha perso occasione per strumentalizzare le parole di Fauci.

Il problema rappresentato dal Regno Unito è il fatto che non solo tiene alta la circolazione del virus in Europa, ma anche che con questi numeri così alti si produrranno nuove pericolosissime varianti indebolendo l’efficacia dei vaccini (già si parla di Delta plus). Se a questo si somma che i sudditi di Sua Maestà si sono inoculati il vaccino più scadente che protegge di meno di tutti e cioè Astrazeneca, il gioco è fatto.

Infatti in una pandemia i comportamenti di ognuno si riverberano inevitabilmente su tutti e non si tratta più di una questione di libertà personale come i populisti e i loro leader vogliono propagandare, ma di un problema di salute pubblica mondiale. Per questo sarebbe bene introdurre l’obbligo vaccinale in Italia e nel resto del mondo. Infatti già diversi vaccini sono obbligatori, ma in piena pandemia non si rende obbligatorio l’unico che può salvare milioni di vite. E l’Oms, guidata da Tedros Adhanom Ghebreyesus che più volte ha mostrato la sua incompetenza, non si è mai fatta sentire in tal senso se non dando indicazioni errate come quando dichiarò inutili le mascherine.

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