Fumata bianca, si fa per dire. Claudia Di Pasquale sarà la nuova co-conduttrice di Report al fianco di Daniele Piervincenzi, al posto di Giulia Presutti che mercoledì sera aveva fatto un passo indietro. La scelta, salutata dagli applausi della redazione, è arrivata ieri al termine di una giornata convulsa, nella quale il direttore dell’Approfondimento Rai Paolo Corsini ha incontrato prima gli storici inviati Bernardo Iovene e Giulio Valesini, poi la stessa Di Pasquale, prima di sciogliere la riserva. Una mediazione che tiene la scelta iniziale – Piervincenzi, nonostante l’opposizione di tutti i colleghi -, affiancandola a un volto storico della redazione, nel tentativo di disinnescare la minaccia di dimissioni in blocco.
Corsini fa il duro: “I conduttori li sceglie il direttore”
Ma se i volti cambiano, la sostanza no. Interrogato dai cronisti a margine della presentazione del nuovo “Ore 14” di Salvo Sottile, Corsini ha rivendicato la propria autonomia decisionale senza sfumature: “I conduttori li sceglie il direttore, mi pagano per questo”.
Sul passo indietro di Presutti, liquidata come “una scelta personale” nonostante fosse “un’ottima professionista”, e su Piervincenzi, confermato “assolutamente sì” alla conduzione, il messaggio è chiaro: nessuna concertazione, nessuna trattativa vera con la redazione.
Un atteggiamento che il Movimento 5 Stelle in commissione di vigilanza smonta senza pietà: “Corsini è lo stesso che ha scelto Cerno e Monteleone, che fanno registrare ascolti da tv locale, non ci fa stare per nulla tranquilli il fatto che a decidere sia lui”. E l’affondo più duro riguarda la reale catena di comando: “Siamo davvero sicuri che a decidere sia Corsini? O forse il militante Corsini è solo l’ultimo anello di una catena che parte da Palazzo Chigi?”.
Volano gli stracci tra gli inviati di Report e Salvo Sottile
La giornata, del resto, si è consumata anche a colpi di tensioni, non solo politiche. Nel cortile della sede Rai di via Teulada sono volate parole grosse tra Salvo Sottile e gli inviati di Report Bernardo Iovene e Luca Bertazzoni.
Lo stesso Sottile conferma l’episodio: “Sono volate battute e battutacce. Sono cose che possono succedere negli ambienti di lavoro, ma sono cose che ovviamente non dovrebbero succedere”. Il conduttore si difende dall’accusa di aver provocato i colleghi con post ostili contro Report nelle scorse settimane, come riportato dal membro del Cda, Rai, Roberto Natale: “Natale è stato male informato. Io non ho fatto dei post contro qualcuno”. Iovene, dal canto suo, minimizza con una battuta: “Un saluto tra vecchi amici”. Ma la tensione, nell’aria di via Teulada, resta palpabile.
Tanto che i consiglieri d’amministrazione Rai Alessandro di Majo, Davide Di Pietro e Natale hanno chiesto la convocazione urgente di un Cda straordinario. “La disastrosa gestione della vicenda Report continua a produrre ogni giorno effetti devastanti sull’immagine della Rai”, si legge in una nota, “Oggi la situazione di tensione che da settimane grava sul gruppo di lavoro ha prodotto un altro intollerabile capitolo: quello dei pubblici insulti ai danni di Salvo Sottile, che da settimane aveva pesantemente contribuito sui suoi social ad alimentare le polemiche contro Sigfrido Ranucci”.
“Inaccettabili le parole ai suoi danni”, aggiungono i tre consiglieri, “come inaccettabili erano state nei giorni scorsi le troppe parole offensive e i giudizi sommari su questo o quel percorso professionale. Si sta arrecando un danno gravissimo alla legittimazione stessa del servizio pubblico”.
La mail tra Ranucci e Lavitola sull’inchiesta africana
Sullo sfondo, intanto, prosegue anche il filone giudiziario legato all’attentato contro Sigfrido Ranucci. Gli inquirenti hanno acquisito e giudicato “interessanti” una mail e un’intervista che potrebbero aprire un nuovo capitolo dell’inchiesta, questa volta legato agli affari africani di Valter Lavitola nel business dei carbon credit.
Nella mail, resa nota dal Tg1, Ranucci avrebbe anticipato allo stesso Lavitola i contenuti di un colloquio con il quotidiano zimbabwese The Standard, articolo poi rimosso dal sito dopo la perquisizione domiciliare del faccendiere. Nel testo comparirebbe anche una richiesta di informazioni su un presunto “millantatore”, dati che sarebbero stati utili all’inchiesta giornalistica. Un dettaglio che, se confermato, rischia di intrecciare ulteriormente le posizioni di Ranucci e Lavitola proprio nel momento in cui la Rai prova a voltare pagina sulla conduzione.
Comunque vada, TeleMeloni ha vinto
Ma è qui che la cronaca di giornata, per quanto densa, rischia di far perdere di vista il punto vero. Perché alla fine, che sia Di Pasquale, Piervincenzi, Innocenzi o chiunque altro a sedersi sulla poltrona di conduttore, cambia poco. La missione della destra era un’altra, ed era già scritta nei mesi scorsi: allontanare Ranucci dalla conduzione e, soprattutto, far perdere credibilità all’intera trasmissione agli occhi dell’opinione pubblica prima del voto.
Da questo punto di vista, l’obiettivo dei vertici di TeleMeloni è stato pienamente centrato. Il risultato è che quello che partirà l’8 novembre sarà un Report indebolito agli occhi del pubblico. Esattamente ciò che serviva a chi voleva silenziarlo. O, almeno, depotenziarlo.