Retata nel Centrodestra abruzzese. Arrestati sindaco e vice di Celano. Nel giro di mazzette molti nomi noti della Marsica. Domiciliari a Santilli (FdI), carcere per Piccone (ex FI)

FILIPPO PICCONE
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Finiscono in manette il sindaco di Celano (L’Aquila) Settimio Santilli e il vice sindaco, Filippo Piccone (nella foto), amministratori di centrodestra. Il primo, sovranista, va agli arresti domiciliari, il secondo in carcere a Vasto (Chieti). Il sindaco Santilli da novembre 2018 è passato a Fratelli D’Italia mentre il vice sindaco del comune marsicano, Piccone, per diversi mandati sindaco di Celano, è stato in quota Forza Italia sino al 2009 poi è passato al Popolo delle libertà, ma solo sino al 2013.

In questo stesso anno è stato eletto deputato in Parlamento e ha compiuto un altro passaggio politico al Nuovo centro destra guidato da Angelino Alfano, poi nel 2017 Piccone confluisce ad Alternativa Popolare che abbandona e un mese dopo, esattamente il 22 dicembre 2017, la Camera dei deputati ha approvato a voto segreto le sue dimissioni.

INTOCCABILI. Sono questi i due indagati di spicco, sui 56 totali, finiti al centro dell’operazione Acqua Fresca condotta dai Carabinieri del Nucleo investigativo del Comando della Provincia dell’Aquila, guidati dal Maggiore Edoardo Comandè. L’inchiesta è diretta dai pubblici ministeri Roberto Savelli e Lara Seccacini e coordinata dal procuratore di Avezzano, Andrea Padalino Morichini.

Agli arresti domiciliari è finito anche Valter Angelo Specchio, imprenditore edile pugliese, residente nel teramano, unico condannato nell’inchiesta Scuole sicure (2014) quando come manager della Provincia dell’Aquila, di centrodestra, prese 4 anni di reclusione per utilizzo a fini privati dell’auto della Provincia, del Telepass e della Fuel card.

cattano le manette anche per Luigi Aratari, nato a Pescina e residente a Gioia de Marsi, Giampiero Attili nato a Roma e residente a Tagliacozzo, sono di Avezzano Daniela Di Censo e Livio Paris che risiede a Celano e Goffredo Mascitti di Celano, tutti ai domiciliari. Il giovane Aratari, soltanto a dicembre scorso, ha preso servizio nell’azienda per il diritto degli studi universitari dell’Aquila (Adsu) come responsabile dell’area tecnica e informatica, l’ingegnere 38enne è responsabile della Protezione civile di Gioia dei Marsi, paese d’origine.

Attili invece risulta essere segretario comunale ad Avezzano (L’Aquila). Delle 17 misure interdittive eseguite, un divieto di esercitare attività imprenditoriale o professionale per un anno ha colpito anche Lucio Zazzara, presidente del Parco nazionale della Maiella, nominato dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa nell’ottobre 2019 su proposta dal presidente sovranista della regione Marco Marsilio.

Le accuse, a seconda delle posizioni, vanno dall’induzione indebita a dare o promettere utilità, istigazione alla corruzione, turbata libertà nella scelta del contraente, rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio, falsità ideologica, turbata libertà negli incanti al tentato peculato. La lunga e delicata indagine prende il via da informazioni sviluppate, da gennaio 2018, dai militari dell’Arma che hanno indagato sulle condotte degli amministratori del comune di Celano che sarebbero state finalizzate all’indebita percezione ed erogazione di fondi comunali a professionisti e imprenditori in Marsica.

L’attività investigativa ha acclarato, secondo il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Avezzano Maria Proia, “l’esistenza di un sistema clientelare, fondato su amicizie, conoscenze ed interessenze con alcuni imprenditori o cittadini, in totale dispregio dei criteri d’imparzialità, trasparenza e buon andamento della pubblica amministrazione piegando, di fatto, l’interesse pubblico a quello di pochi”.