Riaperture, l’allarme degli scienziati: con il liberi tutti si rischia grosso

Iss Brusaferro
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Il conto alla rovescia è iniziato: lunedì l’Italia tornerà quasi tutta in zona gialla, sono infatti almeno 14 le regioni che potranno godere appieno delle nuove regole contenute del decreto Riaperture licenziato mercoledì scorso dal Cdm relativo alla progressiva eliminazione delle restrizioni rese necessarie per limitare il contagio da Covid nell’ottica di una graduale – ma significativa – ripresa delle attività economiche e sociali.

Riaperture, l’allarme degli scienziati

Fra cui, come è ormai noto, la possibilità di spostarsi fra regioni, di cenare fuori all’aperto, di poter frequentare cinema e teatri, praticare sport all’aperto e, progressivamente anche piscine e palestre. Ma a frenare gli entusiasmi ci ha pensato ieri il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità e portavoce del Comitato tecnico-scientifico Silvio Brusaferro, che in conferenza stampa al Ministero della Salute sull’analisi dei dati del monitoraggio regionale sull’epidemia, ha parlato di “Quadro che rimane molto impegnativo” sottolineando che, sebbene “Il Cts abbia confermato la lenta discesa dei nuovi casi e dei pazienti ricoverati, le terapie intensive sono infatti al 35% di saturazione. E l’incidenza resta elevata.

La prevalente circolazione della variante virale deve portarci a cautela e alla gradualità nella gestione dell’epidemia, continuando a mantenere le misure di distanziamento individuali anti-contagio” anche perché, continua Brusaferro, “Il leggero calo dell’Rt (a quota 0,81 contro lo 0,85 della scorsa settimana) è un tesoretto ma l’obiettivo è contenere la trasmissibilità sotto 1 e dunque sono necessarie cautela e gradualità nelle riaperture e rispetto delle misure”.

Un atteggiamento molto prudente, dunque, in netto contrasto con le intemerate del leader della Lega Matteo Salvini che, dopo aver fatto astenere in Cdm i suoi ministri sul decreto Riaperture a causa del mancato prolungamento di un’ora del coprifuoco, ieri si è scagliato contro quello che ha definito “un vero e proprio blitz”, cioè il fatto che la riapertura nel week end dei centri commerciali a partire dal 15 maggio, prevista nella bozza del decreto, sia sparita dal testo in Gazzetta Ufficiale.

Con il liberi tutti si rischia grosso

Del resto su questo il Cts e l’Iss sono stati molto chiari: occorre prestare ancora la massima attenzione ai comportamenti individuali con l’attenzione alle aggregazioni Brisaferro ha inoltre specificato che “Il green certificate (il certificato che attesta la vaccinazione o l’esito positivo del tampone per potersi spostare, ndr) non è un passaporto e non è un liberi tutti. è una certificazione per la persona che lo riceve di avere un rischio ridotto o parzialmente ridotto”.

Altro elemento importante è avere strumenti di monitoraggio per intervenire laddove ci fossero fenomeni di ricrescita dei casi, e poi l’aumento delle vaccinazioni: “Man mano che cresceremo con le immunizzazione saranno anche sostenibili altre aperture”, anche perché, spiega ancora Brusaferro,

Certamente in questa fase, ha confermato Brusaferro, “La strategia zero Covid è difficile e nessun Paese europeo infatti l’ha adottata, l’ha adottata la Cina con misure molto dure e chiusura pressoché totale delle frontiere, in un momento in cui l’epidemia era in uno stato iniziale ed era possibile allora adottare una strategia di contenimento e contenere di fatto il contagio per eliminare la circolazione virale. Ma nel momento in cui l’infezione è così diffusa sul territorio nazionale è difficile adottare strategie di contenimento così decise e bisogna ricorrere alla mitigazione, che può essere più o meno spinta Si può intervenire con sistemi di mitigazione che riducono l’incidenza portando a una situazione più facile da controllare”.

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