Riparte l’assalto a Ranucci dopo l’arresto di Lavitola, Salvini: “Meglio Report senza di lui”

Dopo l'arresto di Lavitola e l'esclusione di responsabilità di Ranucci nell'attentato, Salvini torna all'assalto del conduttore di Report.

Riparte l’assalto a Ranucci dopo l’arresto di Lavitola, Salvini: “Meglio Report senza di lui”

L’assalto a Sigfrido Ranucci riparte. Nonostante l’arresto di Valter Lavitola abbia dimostrato che il conduttore di Report non fosse a conoscenza dell’attentato a suo danno e che non ci sia mai stato un accordo tra i due. Eppure Matteo Salvini, vicepresidente del Consiglio e leader della Lega, chiede a Ranucci un passo indietro sulla conduzione della trasmissione di Rai 3.

“Penso che gli italiani meritino chiarezza e fino a che chiarezza non sarà fatta, anche sui rapporti tra Ranucci e Lavitola, penso che il denaro pubblico degli italiani non debba più andare a finanziare qualcuno che è coinvolto in questa triste vicenda”, dice Salvini parlando come se Ranucci non fosse la vittima dell’attentato di ottobre.

Salvini all’assalto di Ranucci: chiede un passo indietro al conduttore

Incalzato dai giornalisti, che gli hanno chiesto se Report debba continuare senza Ranucci, Salvini ha risposto senza dubbi: “Sì, ma non ce l’ho con lui. Ripeto, credo che coloro che sono coinvolti direttamente in questa vicenda oscura e preoccupante debbano prendersi una pausa”. Un chiaro invito a Ranucci a rinunciare alla conduzione di Report nella prossima stagione.

“Adesso – continua Salvini – emerge che uno dei suoi più cari amici è stato arrestato perché sarebbe stato il mandante. Qualcuno ha sbagliato, ha sottovalutato, ha tramato? Fino a che gli italiani che pagano questo stipendio non avranno chiarezza, ritengo sia utile aspettare che la magistratura faccia il suo corso”. Poco dopo le dichiarazioni di Salvini, è arrivato il commento dello stesso Ranucci: “Il ministro Salvini chiede alla Rai la mia sospensione”, scrive il giornalista su Facebook riportando le parole del vicepresidente del Consiglio.

Il legale: Sigfrido è una vittima, da Lavitola teatro della follia

Dalle carte, intanto, emergono nuovi dettagli. In particolare l’ordinanza di custodia cautelare per Lavitola mostra come l’imprenditore abbia espresso preoccupazione per la mancata assegnazione di una seconda auto di scorta a Ranucci dopo l’attentato: “Ti prego, se non ti danno la seconda macchina, dammi il via libera per fare tutto il casino mi viene in mente”, avrebbe detto.

Intanto sulla vicenda interviene anche il legale di Ranucci, Roberto De Vita: “Sigfrido Ranucci è tre volte vittima, di un attentato grave e pericoloso, di un tradimento e di una strumentalizzazione da parte di un amico in un delirante teatro della follia (se i fatti verranno definitivamente accertati) e, in ultimo, con forse maggiore gravità di una massiva e persistente campagna di linciaggio mediatico e politico che con congetture e insinuazioni ha cercato di trasformare la vittima nel beneficiario più o meno consapevole dell’attentato”.

Domani mattina, nel carcere di Rebibbia, è previsto l’interrogatorio di garanzia di Lavitola, accusato di essere il mandante dell’attentato di ottobre al conduttore di Report. I pm gli contestano l’aggravante del metodo mafioso. Resta invece latitante Gomes Clesio Tavares, il factotum di Lavitola, ritenuto da chi indaga l’intermediario con la banda che ha poi materialmente messo la bomba.