Riscossione dei tributi locali: è Poste la bella addormentata. Il Governo punta a un esattore dal volto umano. Caio ha le potenzialità ma un socio scomodo

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Il decreto del Consiglio dei ministri sulla riscossione dei tributi locali, atteso per oggi, apre una strada zeppa di incognite. L’obiettivo è di garantire quella che viene definita “una riscossione dal volto umano”, archiviando gli eccessi che hanno caratterizzato (molto di più nel passato) Equitalia. Slogan della politica a parte, il compito non sarà facile, come ha visto bene il Governo, costretto a varare questo e gli altri decreti della delega fiscale a poche ore della scadenza della stessa. E le sorprese non sono da escludere, nonostante i testi siano stati già pretrattati nel Cdm di martedì scorso. Il settore però è potenzialmente una miniera d’oro. Anche se ad oggi è mancato un grande player privato capace di affiancare Equitalia, e di conseguenza stimolarla al cambiamento. A dire il vero un soggetto che ha tutte le caratteristiche necessarie c’è da tempo, ma di fatto non ha mai sfondato, limitandosi a gestire parte della fiscalità locale nei Comuni di Milano, Genova e Civitavecchia. Questa società si chiama Poste Tributi, e ha dalla sua la forza finanziaria di Poste Italiane, una rete di uffici sul territorio nazionale senza paragoni e soprattutto la necessità di Poste di valorizzare adesso ogni suo asset, in vista della privatizzazione.

OPPORTUNITÀ
Di Poste Tributi La Notizia si è già occupata il 3 ottobre scorso, evidenziandone il tallone d’Achille: la partecipazione al capitale di Aipa. La concessionaria, tra le maggiori in Italia, con un portafoglio che annovera Comuni come Bari, Genova, Bologna, notoriamente naviga in acque agitate. Il suo ex presidente Daniele Santucci è finito in carcere per peculato e l’attuale presidente, Luigi Virgilio, nel settembre scorso aveva messo in vendita l’intero ramo d’azienda della riscossione. Ciò nonostante il gruppo sarebbe a un passo dal conquistare nei prossimi giorni il Comune di Torino, non direttamente ma attraverso la consorziata Assist. Se per Poste questo alleato (con il 10%) è quanto meno scomodo, per l’Ad del gruppo Francesco Caio rappresenta anche un freno. Il settore della riscossione dei tributi, che ha attraversato un periodo di grande difficoltà per la crisi e la complessità delle procedure coattive, sulla carta adesso ha la possibilità di diventare molto più remunerativo. E cosa può desiderare di meglio una società che va in Borsa?

NUOVE REGOLE
Il cambio di passo nella riscossione dei tributi resta comunque inevitabile. Per il ruolo che dovrà ricostruirsi Equitalia, ma anche per l’ingresso di nuovi operatori privati. Sulla scena appena la settimana scorsa si è affacciata persino la Federazione nazionale dei tabaccai, iniziando a rilevare Serti Spa, società che aveva a sua volta rilevato il ramo d’azienda della riscossione di Tributi Italia. Per funzionare meglio però serviranno regole nuove. A cominciare dall’obbligo, per chi riscuote, di accreditare le somme sui conti degli enti locali e non suoi propri. In attesa di presentare rendiconti sempre difficili da verificare.

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di Gaetano Pedullà

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