Riscossione in Lombardia nel caos. Al posto di Equitalia, Maroni imbarca due società piene di problemi

di Stefano Sansonetti
Primo piano

Sul sito internet della Regione Lombardia, ancora ieri, era scritto a caratteri cubitali: “Stop a Equitalia”. Prova finale, se per caso ce ne fosse bisogno, che la decisione presa dalla giunta guidata da Roberto Maroni è più politico-elettorale che economica. Del resto il rappresentante leghista non è il solo ad aver cavalcato a fini elettorali lo scontento dei cittadini per alcune pratiche aggressive della società pubblica, soprattutto del passato. Contro Equitalia, a fasi alterne, si sono scagliati Matteo Renzi e Beppe Grillo, promettendone in un modo o nell’altro il superamento. Tra le prime ad agire, appunto, c’è la Regione Lombardia, che l’altro ieri ha annunciato in pompa magna che dal prossimo 15 settembre la riscossione coattiva delle tasse regionali non sarà più affidata a Equitalia ma a un raggruppamento di imprese composto da Publiservizi srl e da Duomo Gpa srl (che hanno vinto una gara). Punto. Nessun dettaglio su queste due realtà è stato aggiunto dal Governatore del Carroccio.

CURIOSITÀ – Eppure si tratta di due società private di riscossione che nel recente passato hanno avuto non poche grane. Si prenda la Publiservizi, sede a Roma ma testa a Caserta. La società, per il tramite della Publiholding, fa capo alla famiglia Natale (il patron storico è Nino Natale, mentre dall’archivio delle camere di commercio oggi risulta che l’81% della Publiholding è in mano alla figlia, Elena Natale). Nel giugno scorso, per dire, Publiservizi ha sollevato un vespaio di polemiche per diversi episodi di bollette pazze dell’acqua nel comune di Giugliano. L’Associazione “Caserta bene”, invece, dal canto suo ha denunciato tempo fa al prefetto una pioggia di multe pazze nel delicato settore delle soste a pagamento recapitate sempre dalla Publiservizi. Nel giugno 2014, ancora a Caserta, un’altra polemica ha investito la società a proposito di numerosi avvisi di pagamento Tasi fatti pervenire al limite dei termini previsti dalla legge. Senza contare che nel dicembre del 2015 la stessa Publiservizi è finita nel mirino dell’Antitrust, guidata da Giovanni Pitruzzella, che le ha comminato una sanzione da 100 mila euro per pratiche commerciali scorrette a proposito della fatturazione di consumi idrici. Storia recente movimentata anche per l’altra società scelta dalla giunta Maroni per sostituire Equitalia. Parliamo della Duomo Gpa srl, azienda di Milano che fa capo alla famiglia Cassani, in particolare a Diego Federico Cassani che ne detiene direttamente il 52%.

I PRECEDENTI – Nel gennaio del 2016, per dire, il comune di Spilimbergo (Pordenone) ha deciso di rescindere per inadempienza il contratto di riscossione di alcune tasse locali che lo legava ad Aipa e Duomo Gpa. A Fano, nel 2013, la stessa Duomo è stata investita da un mare di polemiche per notifiche pazze relative alla Cosap. Sempre a Fano altre critiche sono piovute addosso alla società milanese per cartelle pazze con cui si chiedeva il riconteggio di alcuni oneri di urbanizzazione. Va detto che, come per Equitalia, anche per queste società private di riscossione vale la regola di base secondo la quale si trovano a gestire pendenze consegnate dagli enti impositori (gli anti locali). Ma non c’è dubbio che le vicissitudini di cui sono state protagoniste le due società non sembrano restituirne un “pedigree” proprio da sogno. Anche perché, senza voler scomodare le nefandezze nella riscossione locale che hanno caratterizzato Tributi Italia, non c’è dubbio che il “movimento” delle società locali di riscossione sia stato tutto fuorché brillante. Per questo qualcuno avanza una domandina piccola piccola, magari anche un po’ maliziosa: non è che Maroni liberandosi da Equitalia rischia di passare dalla padella alla brace?

Tw: @SSansonetti