Ristori in ritardo e insufficienti. Serve più reddito di cittadinanza. Manzo (M5S): “Persi due mesi per una crisi irresponsabile. Ora c’è bisogno di un nuovo scostamento di Bilancio”

ristori Manzo
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Gli aiuti alle imprese, nel decreto Sostegni, saranno misurati sul calo medio mensile di fatturato registrato fra 2020 e 2019. Il meccanismo è articolato in cinque fasce e offrirà a seconda delle dimensioni dell’attività economica un assegno fra il 20% (per le più grandi) e il 60% (per le più piccole) del calo medio mensile.

Onorevole Teresa Manzo, capogruppo M5S in commissione Bilancio della Camera, questo significa che su base annuale il contributo sarà pari al 5% del calo di fatturato per le partite Iva fino a 100mila euro e scenderà fino all’1,7% per quelle fra 5 e 10 milioni. Ritiene si tratti di ristori “modesti”?
“Abbiamo votato lo scostamento di bilancio da 32 miliardi il 21 gennaio di quest’anno. A causa di una crisi di governo irresponsabile, si sono accumulati ritardi sui ristori che dovevano arrivare già due mesi fa sui conti correnti dei richiedenti. Ora è chiaro che c’è bisogno di un nuovo scostamento di bilancio perché gli aiuti stanziati in questo decreto Sostegno non bastano, anche alla luce delle ulteriori restrizioni imposte dal governo Draghi”.

Cartelle fiscali. Il governo non ha una posizione unitaria sulla cancellazione dei vecchi debiti col fisco. Parte del M5S, come Primo Di Nicola, dice no a un condono indiscriminato. Un altro fronte invece insiste per la pulizia del magazzino della riscossione. Quale la sua opinione?
“Come ha dichiarato la viceministra Castelli, siamo di fronte a una fake news. Per pulizia del magazzino fiscale si intende stralciare le posizioni relative a crediti inesigibili, cioè quelli sui quali è impossibile intervenire. Parliamo di soggetti falliti, deceduti o nullatenenti. Occorre avviare un percorso di riforma del meccanismo di riscossione, per renderlo più efficace ed efficiente”.

Blocco dei licenziamenti. I sindacati chiedono che venga prorogato fino alla fine dell’emergenza. Che ne pensa?
“Stiamo lavorando affinché il blocco dei licenziamenti sia più lungo possibile. L’obiettivo è trovare una sintesi in Parlamento”.

I contratti dei Navigator sono in scadenza ad aprile. E’ giusto prorogarli e perché? Il Reddito di cittadinanza va riformato? Se sì, secondo quali modalità?
“È giusto e doveroso prorogare il contratto dei navigator. Da mesi lavoriamo per garantire continuità al lavoro di questi circa 3mila professionisti altamente qualificati che hanno contribuito alla convocazione, accoglienza e colloqui di circa 800mila beneficiari del Reddito di cittadinanza, 350mila dei quali hanno avuto almeno un rapporto di lavoro successivo all’accoglimento della domanda di Rdc. Un patrimonio che non possiamo disperdere e che anzi andrebbe ulteriormente valorizzato, ad esempio ampliandone le funzioni. Quanto alla seconda domanda, il Reddito va innanzitutto completato. Bisogna portare a termine il piano straordinario di potenziamento dei Centri per l’impiego e delle politiche attive che prevede un investimento in capitale umano e infrastrutture senza precedenti. Ricordo che, prima dell’arrivo del M5S al Governo, l’Italia scontava un ritardo cronico sul fronte dei servizi per il lavoro, investendo su questi – secondo l’Eurostat – appena lo 0,05% del Pil, cinque volte in meno della Francia e sette volte in meno della Germania”.

Cashback. Dalla Lega a Forza Italia si tenta l’assalto. Si vogliono dirottare i soldi per la misura voluta da Giuseppe Conte per impiegarli altrove. Quale il suo parere?
“Il Cashback è una misura innovativa che va difesa con fermezza. Fermarlo a luglio o ridimensionarlo, come propongono alcuni esponenti del governo, sarebbe un grave errore e andrebbe a contraddire l’obiettivo della digitalizzazione che è al centro del Recovery Fund”.

Decreto Sostegni: il governo poteva fare di più e meglio, anche rispetto a quanto fatto in passato dal precedente esecutivo, o è stato fatto il massimo di quello che le risorse consentivano? Quali sono le prossime urgenze economiche che per il M5S devono essere assolutamente messe in agenda?
“Ormai sono evidenti le critiche strumentali che Giuseppe Conte ha subìto negli scorsi mesi. Parlano i fatti. Ma dobbiamo guardare avanti perché l’interesse del Paese viene prima di tutto. Parlo in particolare degli investimenti per la transizione ecologica e digitale, per il Sud, per i nuovi lavori del futuro. Quello che è certo è che continueremo a difendere e portare avanti i nostri temi”.