RockRiders Band: chi sono, canzoni e collaborazione con la criminologa Roberta Bruzzone

rockriders band
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

RockRiders Band: in cosa consiste il progetto musicale ideato dalla criminologa Roberta Bruzzone in collaborazione con il marito?

RockRiders Band: chi sono e collaborazione con la criminologa Roberta Bruzzone

La RockRiders Band è un progetto musicale ideato nel 2020 e concepito dalla criminologa Roberta Bruzzone e dal marito Massimo Marino. L’uomo, oltre a essere un funzionario di polizia, è anche il chitarrista dalla band. La coppia, fortemente appassionata di rock, ha deciso di coinvolgere un gruppo di amici che condivideva la stessa passione per il genere musicale e istituire il gruppo.

La RockRiders Band, quindi, è composta da Mara Panzieri, voce della band insieme alla stessa Bruzzone; Guido Gori Giorgi, chitarra ritmica; Massimo Marino, chitarra solista; Eugenio De Sena, basso; Pasquale Palumbo, batteria; e Roberto Violante, tastiera.

Sensibilizzazione sulla violenza di genere e canzoni

L’obiettivo principale della RockRiders Band consiste nel promuovere il tema della violenza di genere e sensibilizzare la popolazione. Inoltre, il gruppo tenta di stimolare la prevenzione del fenomeno.

Per quanto riguarda la sensibilizzazione e la prevenzione della violenza sulle donne e di genere, la criminologa Roberta Bruzzone è da anni in prima linea nella battaglia.

Nel 2018, infatti, la criminologa ha promosso il progetto Io non ci sto più che si configura come una campagna di prevenzione della violenza sulle donne. Proprio in occasione di uno degli appuntamenti dedicati al progetto, la RockRiders Band ha fatto uscire il singolo È troppo tardi ormai.

Il testo del brano è stato scritto dal marito della Bruzzone, Massimo Marino, e tratta di un amore tossico. La protagonista del brano, infatti, ripercorre tutte le tappe tipiche di un amore malato che precedono la fase della consapevolezzarispetto alle violenze e agli abusi subiti. È a quel punto, quindi, che la donna decide di dire “basta”.