Roma, maxi sequestro di beni agli eredi di Spagnoli. Sproporzione tra redditi percepiti e patrimonio accumulato dal colletto bianco, ritenuto il perno del sistema Cerroni

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Maxi sequestro di beni, 7,5 mln di euro, tra i quali un impianto fotovoltaico, agli eredi di Arcangelo Spagnoli, morto nel 2012, definito dagli investigatori il “perno centrale del sistema criminale ideato da Manlio Cerroni, dominus della discarica più grande d’Europa Malagrotta, già indagato per reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di rifiuti, alla frode in pubbliche forniture, alla truffa, all’abuso d’ufficio, al falso ideologico con i relativi reati satellite”. Secondo la Guardia di Finanza Spagnoli ha rappresentato il “punto di snodo fondamentale tra la struttura commissariale, la Regione e il gruppo Cerroni”, nonché “vera e propria Quinta Colonna dell’organizzazione”. Spagnoli fino al mesi di giugno del 2008, ha rivestito la carica di responsabile unico del procedimento in seno all’Ufficio del commissario straordinario per l’emergenza ambientale della Regione Lazio. Dalle indagini emergerebbe una sproporzione tra i redditi percepiti e il patrimonio accumulato. Da quanto accertato dagli inquirenti risulterebbe che dal 2005 al 2011, il defunto ha acquistato titoli, fondi comuni, certificati di deposito, polizze vita per un totale di quasi 6 milioni di euro, di cui ben 3,7 milioni provenienti da versamenti di puro contante.