Salute, con i Lea della Lorenzin pagheremo di più. Duro attacco delle Regioni: decisivo il taglio di 4 miliardi della Manovra

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I nuovi livelli essenziali di assistenza continuano ad essere terreno di scontro tra Governo e Regioni. Ieri, dopo l’incontro con il ministro Beatrice Lorenzin, è intevenuto polemicamente il coordinatore degli assessori regionali alla Sanità, Luca Coletto. Se infatti secondo il ministro la spesa per i Lea “è perfettamente sostenibile”, non la pensa così il rappresentante delle Regioni. Sebbene il documento presentato dal ministro sia “un buon documento”, è anche vero che “il ministero ha messo a disposizione più di 400 milioni proprio per la revisione dei Lea, ma il problema – ha chiarito – resta il taglio dei due miliardi” previsto nella legge di stabilità. Dunque, ha concluso Coletto, “con o senza la revisione dei Lea, se non ci saranno aumenti di tasse sarà difficile sopperire al taglio di questi due miliardi”. Ciò, ha avvertito Coletto, “ha molteplici aspetti negativi: il primo è che le Regioni in piano di rientro e che stavano stabilizzandosi faranno ora fatica ad arrivare all’equilibrio di bilancio, il secondo è che ci sarà maggiore difficoltà nella gestione della sanità”. Il fatto, ha affermato Coletto, è che “chi pagherà di più per questi tagli saranno sempre i meno abbienti”. Ma non è tutto. Nei nuovi Lea infatti entrerà la fecondazione assistita, sia omologa che eterologa, e per quest’ultima verrà chiesto alle Regioni di elaborare una tariffa per la compartecipazione da parte delle coppie. Per queste attività, ha precisato il dirigente del ministero Silvia Arcà, il contributo stimato è di circa 250 euro. Insomma, ticket per tutti. Anche per l’eterologa.