Salvini andrà a processo per il sequestro della Gregoretti. L’Aula del Senato vota a favore dell’autorizzazione a procedere richiesta dai pm siciliani

dalla Redazione
Politica

L’Aula del Senato ha dato parere favorevole all’autorizzazione a procedere nei confronti dell’ex ministro dell’Interno e leader della Lega, Matteo Salvini, che era stata richiesta dai magistrati siciliani con l’accusa di sequestro di persona plurimo e aggravato nella vicenda della nave “Gregoretti” della Guardia Costiera e dei migranti che si trovavano a bordo. L’Aula ha respinto l’ordine del giorno presentato da Forza Italia e da Fratelli d’Italia per ribaltare il primo via libera deciso il 20 gennaio scorso dalla Giunta delle immunità. Il numero dei senatori favorevoli e dei contrari all’autorizzazione a procedere sarà però reso noto dopo alle 19. I senatori che non hanno partecipato alla votazione potranno farlo fino al tardo pomeriggio comunicando il loro voto ai Senatori Segretari. M5S, Pd, Italia viva e Leu avevano già annunciato la loro contrarietà all’ordine del giorno, la Lega non ha partecipato al voto, mentre Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno votato ovviamente a favore.

“Prima si devono ricollocare gli immigrati a bordo delle navi, e POI consentire lo sbarco” ha scritto su Facebook Salvini dopo il voto del Senato aggiungendo: “Parola dell’ex avvocato del popolo, quello che dice di non essere coinvolto nel caso Gregoretti… Penso che in quel Tribunale qualcuno sarà chiamato a rispondere di quello che ha fatto e di quello che non ha fatto”.

Quei sei giorni costati cari al Capitano

E’ il 28 luglio del 2019 quando la nave Gregoretti della Guardia Costiera italiana attracca nel porto di Augusta (Siracusa), con a bordo 131 migranti soccorsi il 25 luglio nel Mediterraneo in due distinte operazioni di salvataggio. Qualche ora prima, quando l’imbarcazione è ancora in rada al largo di Catania, viene fatta sbarcare una donna incinta insieme con il marito e ai due figli piccoli dopo che i medici danno l’allarme per le sue condizioni di salute. Ma per gli altri 131 non c’è l’ok del Governo. Trascorreranno così quasi sei giorni prima di fare scendere i migranti dalla nave, sei giorni in cui l’allora ministro dell’Interno Salvini non dà l’autorizzazione alla nave.

L’intervento di Salvini in Aula

“Se avessi dovuto ragionare per opportunismo, per interesse personale non avrei preso la decisione che ho preso: si parla di un processo, non si parla di una passeggiata”. Ha detto Salvini nel corso del suo intervento in Senato. “Io ritengo di avere difeso la mia patria – ha detto ancora -, non chiedo un premio, se ci deve essere un processo ci sia. Io andrò con orgoglio a rivendicare che ho difeso la mia Italia. Se in quest’aula c’è oggi qualcuno che scappa non è fra i nostri banchi ma è fra i banchi del governo. Rivendico con orgoglio il fatto di aver mantenuto una promessa elettorale, si sa che votando Lega avremmo fatto di tutto per evitare gli sbarchi degli immigrati clandestini, e lo abbiamo fatto insieme agli amici dei cinquestelle per più di un anno”.

“Sono stufo di impegnare quest’aula con la Diciotti, la Gregoretti, con Carola – ha aggiunto il leader della Lega -, mi dispiace che si perda tempo inseguendo Salvini, chiariamo questa cosa una volta per tutte davanti al giudice. La ministra Lamorgese in più di un’occasione ha protratto gli sbarchi, e io a differenza vostra non denuncio la ministra perché sta facendo il suo mestiere. Noi oggi siamo qui in aula a discutere per un esposto di Legambiente Sicilia. Voglio andare a processo per raccontare al mondo che queste politiche sull’immigrazione, condivise da Lega e M5S, hanno salvato decine di migliaia di vite umane. Siamo passati da 15 mila morti a 2 mila, sempre troppi”.

“E’ vero che rischio di creare un precedente pericoloso – ha proseguito Salvini -, si lotta ancora per fazioni, l’unica mia preoccupazione non è per me, mi spiace per i miei figli che domani leggeranno sul giornale che il papà è un criminale e sequestratore di persone. Se avessi rubato qualcosa, corrotto qualcuno, spacciato, scippato, avrei paura, non ho paura, il ministro l’ho fatto nell’interesse del mio paese, poi può piacere o no. Mi fate pena, posso dire che è irrispettoso versi gli italiani portare a casa uno stipendio restando attaccati sulla poltrona senza fare nulla? E’ un’Aula strana questa, quello nervoso dovrei essere io, ma vedo gente nervosa dall’altra parte”.

“Voglio che qualcuno metta la parola fine a questo dibattito surreale – ha detto ancora Salvini -, questo è un governo tenuto insieme dalla paura del voto e applica il rinvio, ma scegliete ogni tanto, il rinvio è deleterio. Voi state sequestrando i genovesi e i liguri, c’è la Gronda ferma, ma fate qualcosa, vi pagano per decidere, non per rinviare, e se saremo d’accordo voteremo a favore. Da sei mesi litigate su tutto tranne che sul dire che Salvini è brutto. Continuo a chiedere al mio gruppo parlamentare: facciamo decidere ad un giudice se ho difeso il mio paese o sono un criminale”.

“Non ho nemici in quest’Aula – ha aggiunto -, ho avversari, la rabbia e il rancore dovrebbero essere allontanati dal dibattito politico. Mai vorrò che un giudice entri qua a giudicare un atto politico. Vada come vada, i numeri sono evidenti, c’è una maggioranza che ritiene che io debba essere processato. Mettiamo la parola fine – ha concluso il leader del Carroccio – a questa evidente aggressione politica, non da parte della magistratura, sono convinto che l’archiviazione sia la fine di questa vicenda”.