Salvini dice che lui non ha scelto i vertici della Rai. Ma non è vero

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Ormai ospite fisso di Barbara D’Urso, ieri Matteo Salvini ha parlato del caso Fedez e della censura della Rai. Come sempre, per dissociarsi: “I vertici attuali della Rai non li ho messi io. Fedez ha pubblicato una telefonata con una dirigente Rai, che era la portavoce di Veltroni. Si mettessero d’accordo tra di loro”.

Salvini dice che lui non ha scelto i vertici della Rai. Ma non è vero

Quando parla di una dirigente Salvini si riferisce a Ilaria Capitani, che è stata portavoce di Walter Veltroni nel 2006 per poi tornare a Viale Mazzini e diventare caporedattrice del Tg2. Poi è stata promossa vicedirettrice di Raitre. Ma soprattutto, gli attuali vertici Rai, ovvero il presidente Marcello Foa e l’amministratore delegato Fabrizio Salini, sono stati nominati quando Salvini era al governo come ministro dell’Interno.

La Rai ha chiuso il 2020 con un risultato netto consolidato in pareggio e una posizione finanziaria negativa di 523,4 milioni. Ma il pareggio di bilancio è arrivato grazie alle società controllate (Raicom e Raicinema) e al rinvio delle Olimpiadi e degli Europei di calcio cancellati per il Covid, che diversamente avrebbero innescato – secondo molti – uno squilibrio pesante nei conti stimabile tra i 120/150 milioni. Il conto economico, stando alle indicazioni di previsione. prevede già un meno di 60milioni di euro circa (eventi sportivi a parte).

Intanto sul caso Fedez il ministro degli esteri Luigi Di Maio dice che “un paese democratico non può accettare nessuna forma di censura”. A fare chiarezza sarà la Commissione di Vigilanza Rai che probabilmente martedì o mercoledì ascolterà il direttore di Rai3 Franco Di mare per avviare un’indagine, come ha chiarito il presidente Alberto Barachini. Ora è caccia alle responsabilità. Ieri Salini ha sostenuto “di non aver mai censurato Fedez né altri artisti né di aver chiesto testi per una censura di qualsiasi tipo. Questo deve essere chiaro, senza equivoci e non accettiamo strumentalizzazioni che possano ledere la dignità aziendale e dei suoi dipendenti. Di certo in Rai non esiste e non deve esistere nessun “sistema” e se qualcuno, parlando in modo appropriato per conto e a nome della Rai, ha usato questa parola mi scuso. Su questo assicuro che sarà fatta luce con gli organizzatori”.

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