Sanità e i piani di rientro: fiumi di consulenze pagate dalle Regioni. L’ultimo conto è di 24 milioni

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Cari costano i piani di rientro sanitari che coinvolgono ancora diverse Regioni. E non soltanto perché i debiti pregressi, in un modo o nell’altro, continuano a ripercuotersi sui cittadini in attesa che la gestione dei servizi recuperi un percorso virtuoso. C’è un altro canale di spesa, per esempio, che sottotraccia sta drenando un bel po’ di “soldini”. Con un conto piuttosto salato, aggiornato proprio in tempi recenti. In ballo ci sono fiumi di consulenze che le stesse Regioni, in epoche diverse, si sono impegnate ad affidare per una ragione che non può non far riflettere: farsi aiutare nella gestione degli stessi piani di rientro dai debiti sanitari. Insomma, quasi un riconoscimento della proprio incapacità di lasciarsi alle spalle anni di malgoverno e di individuare manager pubblici in grado di far muovere in modo decente gli ingranaggi amministrativi.

La novità – Leggere, per credere, l’ultimo bando di gara lanciato dalla Consip, la super centrale acquisti della pubblica amministrazione, relativa all’attività di “advisory contabile per le Regioni sottoposte ai piani di rientro”. Queste ultime sono Abruzzo, Calabria, Campania, Lazio, Molise e Sicilia. Come si vede, quindi, sono coinvolti Governatori di peso come Vicenzo De Luca (Campania), Nicola Zingaretti (Lazio) e Rosario Crocetta (Sicilia).  Il costo massimo dell’attività, la cui durata sarà di 30 mesi, è stato fissato in 24,3 milioni di euro. Una spesa che, si affrettano a precisare le carte, sarà sostenuta direttamente dalle Regioni, sulla base di singoli contratti di fornitura con la società che si aggiudicherà la commessa. In questa consulenza, si apprende dal capitolato tecnico, rientra tutta una serie di attività che fanno pensare a una sorta di potere sostitutivo esercitabile dal consulente nei confronti delle sei Regioni, alcune ancora commissariate. L’attività è infatti divisa in tre parti. La prima è definita come “advisory contabile” e comprende “aspetti relativi al miglioramento contabile”. La seconda, ovvero un’ “advisory gestionale”, racchiude “aspetti relativi al controllo della gestione del Piano”. La terza, definita “advisory per la formazione del personale”, è diretta a garantire la “formazione del personale (dirigente e non dirigente) della struttura amministrativa regionale”. Insomma, di tutto di più. Tra l’altro non serve nemmeno la palla di vetro per capire chi andrà ad aggiudicarsi la succosa commessa.

I pretendenti – La precedente edizione del bando Consip, che nel 2013 valeva 38 milioni di euro, è andata a una raggruppamento con Kpmg, Ernst&Young e PricewaterhouseCoopers. Ancora prima, quando nel 2011 il bando valeva 12,9 milioni, il tutto era stato affidato a un raggruppamento con Kpmg ed Ernst&Young. Al punto che, verosimilmente, saranno sempre queste le società a scendere in campo. Il tutto per assicurarsi un’attività che, almeno nella composizione dei loro fatturati, ormai sembra essere diventata una voce fissa.

Tw: @SSansonetti

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