Scienziati sulla cresta dell’onda. Confermata la scoperta del secolo fatta da Einstein. Cambia il modo di studiare l’universo e il Big Bang

di Elena De Blasi
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di Elena De Blasi

L’hanno già definita la scoperta del secolo. Ma il primo ad averle scoperte è stato Einstein nel novembre del 1915, quando illustrò la teoria della relatività. Finora però giravano nell’universo e non erano mai state trovate. Ma l’11 febbraio del 2016 passerà alla storia come il giorno delle onde gravitazionali. Che non solo ci sono – come affermava lo scienziato – ma ora possono essere anche studiate attentamente dagli esperti. La scoperta è stata annunciata dalle collaborazioni Ligo e Virgo nel corso di due conferenze simultanee, a Washington e a Cascina (Pisa), nella sede di Ego, il laboratorio nel quale si trova l’interferometro Virgo.

IL FUTURO – Ogni buco nero d’ora in poi non avrà più segreti. E tutto l’universo potrà essere studiato con occhi diversi. Le onde gravitazionali sono come piccole increspature del tessuto dello spazio-tempo. Secondo Einstein la gravità stessa è dovuta alla curvatura dello spazio-tempo causata dalla massa. Più gli eventi sono colossali ed emettono straordinarie quantità di energia, come il Big Bang o lo scontro tra due buchi neri, maggiore è la grandezza delle onde gravitazionali e quindi è più facile captarle. L’evento è accaduto un miliardo di anni fa. La collisione e poi la fusione di due buchi neri ha provocato il primo segnale delle onde gravitazionali. Finora lo studio del cosmo è stato realizzato solo attraverso i segnali emessi da stelle e galassie nello spettro elettromagnetico (luce visibile, raggi X e gamma, infrarossi, ultravioletti, onde radio). L’esistenza delle onde gravitazionali apre un mondo nuovo: la possibilità di studiare l’universo in modo completamente differente. Le onde gravitazionali invece ci danno informazioni anche sui buchi neri. Potrebbero fornirci dati importanti su stelle di neutroni e supernove. Attualmente, studiando le radiazioni elettromagnetiche, si riesce a risalire indietro nel tempo fino a 380mila anni dopo il Big Bang. Con le onde gravitazionali è possibile andare ancora di più indietro con la macchina del tempo.