Altro che carovita. Per il gip di Milano Fabrizio Filice, dietro la guerriglia di sabato scorso in centro, fino a piazza Duomo, non c’era alcuna rivendicazione sociale. Il caro carburanti, i prezzi alle stelle: solo “un’insegna volutamente generica e indeterminata”.
Lo scopo vero, scrive il giudice, era “dare sfogo a una violenza indiscriminata e incontrollata”. Con questa lettura Filice ha disposto il carcere per quattro dei giovani arrestati sabato e i domiciliari per un quinto. Le accuse, a vario titolo: resistenza a pubblico ufficiale pluriaggravata, devastazione e saccheggio.
Volevano “destabilizzare l’ordine pubblico”
Il giudice non si ferma ai singoli. Nei provvedimenti parla di autoconvocazione via social “già preordinata alla realizzazione delle violenze” e di “un preciso progetto di destabilizzazione dell’ordine pubblico”.
Un progetto che, secondo il gip, conta sui tanti ragazzi che, finiti dentro “quella situazione di sfogo collettivo di rabbia e violenza, perdono completamente il controllo dei propri impulsi” e diventano a loro volta violenti, “in totale contrasto con i valori della nostra Costituzione”, che invece si regge “sul ripudio della violenza” e sulla “libera dialettica degli attori politici secondo il metodo democratico”. Tradotto: per il gip, nessuna istanza da tutelare.
Alto rischio di recidiva e regia occulta
Per questo il rischio di recidiva è giudicato “altissimo”. La prova, scrive Filice, sta nel calendario: il giorno dopo, domenica 18 ottobre, “si è creata una situazione analoga”. E dal giorno successivo sono partite nuove chiamate in piazza per i prossimi fine settimana. A lanciarle, gli account “Italia in piazza” e “Movimento 17 ottobre”, che mantengono “un profilo decisamente violento e insurrezionale”. Su quei profili, fa sapere il giudice, “sono in corso indagini”, per capire se dietro “ci fosse una regia organizzativa”.
Minorenni interrogati al Beccaria che è già sovraffollato
Poi ci sono i minorenni. Ieri mattina al Beccaria sono cominciati gli interrogatori dei ragazzi fermati, accusati anche loro, tra l’altro, di devastazione e saccheggio. Ed è qui che la cronaca giudiziaria sbatte contro i numeri.
Secondo il consigliere regionale lombardo Luca Paladini, nel centro di prima accoglienza del Beccaria ci sono ora nove ragazzi e una ragazza. Nei prossimi giorni ne arriveranno altri 28. Intanto, riferisce sempre Paladini, due ragazzi sono stati mandati in Liguria e uno in Toscana. Lontano da casa.