Sconvolgente inchiesta sull’occulto italiano. Tra abusi, minacce e interessi politici. Un libro svela il mondo delle sette e denuncia uno spaventoso vuoto normativo

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Gianluigi Nuzzi lo ha definito “un’inchiesta sconvolgente”. Gianluca Nicoletti ha parlato di “un caso letterario”. Quel che è certo è che “Nella setta”, il libro-inchiesta di Flavia Piccinni e Carmine Gazzanni, edito da Fandango Libri, sta già facendo molto discutere. E non solo per la mole di persone inghiottite da questo mondo torbido fatto di riti, iniziazioni, mantra, silenzi e omertà. Si stima infatti siano quattro milioni gli italiani coinvolti nel mondo dell’occulto. Persone vittime di incredibili abusi psicologici, fisici ed economici.

Quello a cui si assiste nel corso del testo è un vero e proprio viaggio. Tutto parte da una delle più note organizzazioni mondiali, Scientology, nella cui sede milanese i due autori si sono infiltrati. Il lavoro prosegue, poi, analizzando altre organizzazioni, come la Federazione spirituale di Damanhur, in cui i “cittadini” non solo si ribattezzano, ma hanno una propria costituzione, una propria moneta e un proprio partito politico. Nell’inchiesta sono denunciati con chirurgica analisi, ancora, gli incredibili abusi sessuali che, spesso, le donne sono costrette a subire. E non solo le donne.

Ha dello sconvolgente – come raccontano Piccinni e Gazzanni, e ricostruito con documenti inediti – quanto accaduto per anni nella comunità del Forteto nel Mugello, dove il “Profeta” Rodolfo Fiesoli vietava rapporti eterosessuali e agevolava quelli omosessuali, denigrava le donne, vessava i membri. E, nel frattempo, intesseva legami politici, come ricostruito nel libro. Un usus comune anche ad altre organizzazioni. È il caso, ad esempio, di Un Punto Macrobiotico, su cui è in corso un’inchiesta della Procura di Ancona: il guru Mario Pianesi impartiva diete alimentari miracolose, dato che – secondo i fuoriusciti – erano capaci di guarire da mali incurabili. Pianesi ha ottenuto riconoscimenti (anche dal Quirinale), convenzioni con università e partenership con ministeri.

Le testimonianze esclusive e originali mostrano un’altra faccia dell’organizzazione. Gazzanni e Piccinni, però, analizzano con dovizia di particolari anche i legami politici ed economici che rendono l’occulto italiano così potente. Spazio, poi, a una mappatura dell’ignoto. Gli autori analizzano una serie inquietante di organizzazioni finora sconosciute che si sono mosse, fino ad oggi, nell’ombra. Dall’Archeosofia – presente in tutt’Italia ma la cui sede operativa è a Pistoia – fino ai monaci Durjaya in provincia di Torino.

Un quadro sconvolgente, dunque. Che si conclude con una riflessione da parte dei due autori: il mondo dell’occulto è vivo e vegeto innanzitutto per responsabilità istituzionali. In Italia, infatti, manca un reato specifico, quello di manipolazione mentale. Nonostante i tentativi falliti negli anni, il Parlamento ha sempre sottovalutato il fenomeno. Da qui l’appello dei due autori, che hanno raccolto l’appello di specialisti, legali, psichiatri: oggi i mezzi per introdurre un reato specifico ci sono. Quel che è mancato finora è la volontà. O, forse, c’è stato un interesse sottaciuto. Del quale le sette hanno goduto. Almeno fino ad adesso perché, dopo la lettura di questo libro, sarà difficile continuare a guardare altrove.