Scuola, allarme in Europa: uno studente su tre non sa leggere o fare i calcoli

Competenze degli studenti europei in calo, uno su tre è in difficoltà. La Commissione Ue presenta un piano su scuola, IA e insegnanti

Scuola, allarme in Europa: uno studente su tre non sa leggere o fare i calcoli

Da tempo i dati e le statistiche mostrano un calo delle competenze di base degli studenti europei. Un trend preoccupante al quale la Commissione europea intende mettere un freno al più presto, invertendo la rotta attraverso il sostegno alle scuole nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie digitali e, soprattutto, affrontando la carenza di insegnanti. Tutti obiettivi che sono finiti al centro del nuovo pacchetto su istruzione e competenze presentato oggi dalla Commissione Ue guidata da Ursula von der Leyen.

Tra le iniziative concrete, la Commissione ha proposto una raccomandazione del Consiglio volta a invertire il calo delle competenze di base, suggerendo di orientare riforme e investimenti verso il miglioramento dei risultati in tali competenze, di conferire a scuole e docenti l’autonomia necessaria per agire, di rafforzare le pratiche basate su evidenze concrete e di potenziare il sostegno a livello scolastico. Il pacchetto comprende anche una proposta di raccomandazione del Consiglio relativa all’attrattività della professione docente, denominata “Agenda dell’Ue per gli insegnanti”.

Quest’ultima invita gli Stati membri a sviluppare strategie globali per far fronte alla carenza di docenti e migliorare l’attrattiva, la preparazione, lo sviluppo professionale e le condizioni di lavoro degli insegnanti. Le “Alleanze scolastiche europee” riuniranno scuole e autorità scolastiche di diversi Stati membri in partenariati a lungo termine, con l’obiettivo di migliorare i risultati degli alunni in almeno una competenza di base, ciascuna attraverso un piano di miglioramento misurabile. Il programma Erasmus+ si sta già preparando al lancio di tali alleanze, prevedendo un sostegno dedicato a scuole e autorità scolastiche a partire dal 2027, con l’ambizione di arrivare a 100 alleanze all’anno nel prossimo quadro finanziario pluriennale (QFP).

Scuola, allarme in Europa: uno studente su tre non sa leggere o fare i calcoli

A partire dal 2027, la nuova rete dell’Ue di servizi di consulenza e supporto collegherà i servizi nazionali e regionali, al fine di rafforzare l’assistenza pratica alle scuole in ambiti quali la leadership, il benessere, la preparazione al digitale e all’intelligenza artificiale, nonché la collaborazione con le famiglie. Inoltre, verranno avviati 30 servizi regionali, grazie al sostegno finanziario del programma Erasmus+.

I più recenti risultati dell’indagine PISA 2025, la rilevazione internazionale dell’OCSE che misura le competenze degli studenti quindicenni, evidenziano un costante calo nelle competenze di base: nell’Ue, circa un quindicenne su tre non raggiunge livelli sufficienti in lettura o matematica, mentre uno su quattro presenta risultati insufficienti in scienze. Per quanto riguarda invece le competenze digitali, secondo un’altra rilevazione, oltre il 40% degli studenti dell’ottavo anno di scolarizzazione presenta carenze in ambito informatico e informativo. Parallelamente, la persistente carenza di insegnanti, una preparazione disomogenea alla trasformazione digitale e i crescenti rischi legati alla manipolazione online e ai contenuti dannosi esercitano un’ulteriore pressione sui sistemi di istruzione.

Nel giugno 2026, gli Stati membri hanno adottato obiettivi in materia di competenze di base a livello dell’Ue per il 2030, volti a: ridurre al di sotto del 15% la quota di quindicenni con scarsi risultati in lettura, matematica e scienze; ridurre al di sotto del 15% la quota di studenti dell’ottavo anno di scolarizzazione con scarsi risultati in alfabetizzazione informatica; portare almeno al 12% la quota di quindicenni con risultati eccellenti in lettura, matematica e scienze; portare almeno al 25% la quota di quindicenni provenienti da contesti socioeconomici svantaggiati che ottengono buoni risultati in almeno una delle seguenti discipline: lettura, matematica o scienze. La Commissione invita gli Stati membri a fare di questi obiettivi una priorità nazionale, a definire le modalità con cui intendono raggiungerli e a darvi seguito nell’ambito del Semestre europeo.

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