Brutta lezione per i disabili. Mancano ancora all’appello 30 mila docenti. Ecco le storie dei bambini senza diritti

Brutta lezione per i disabili. Mancano ancora all'appello 30 mila docenti. Ecco le storie dei bambini senza diritti

di Carmine Gazzanni

Brutta lezione per i disabili. Mancano ancora all’appello 30 mila docenti. Ecco le storie dei bambini senza diritti

Ha soli 13 anni Licia. La chiameremo così la bambina della provincia di Catanzaro a cui, da oltre un anno, non viene garantito il diritto allo studio. Eppure c’è un articolo della nostra Costituzione, il numero 38, che è chiaro: “Gli inabili ed i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale”. La sua storia è incredibile. Licia è affetta da cecità assoluta, come riconosciuto addirittura già dal 2006 dalla Commissione per l’accertamento dell’handicap. Tuttavia non gode dei suoi diritti: nessun adattamento integrale dei libri di testo in braille né la presenza di un insegnante di sostegno con le competenze adeguate e la conoscenza della lingua dei segni. E non ne gode da oltre un anno, nonostante il 6 giugno 2014 sia arrivata anche una sentenza del Tar Calabria che obbligherebbe tutte le istituzioni coinvolte – dalla scuola all’amministrazione comunale fino al ministero diretto da Stefania Giannini – ad intervenire adeguatamente. Sentenza vana, tuttavia. Esattamente come le richieste dei genitori, dato che nulla è cambiato e Licia resta abbandonata, senza la benché minima tutela dei suoi diritti.

Facciamo un salto e arriviamo a Salice Salentino, in provincia di Lecce. Qui troviamo Gaia, una splendida bambina di soli 3 anni e mezzo, affetta da Sma tipo 1, una grave disabilità che comporta la ventilazione meccanica assistita per 24 ore al giorno. Gaia non cammina e comunica grazie a un puntatore oculare. Fino all’anno scorso Gaia aveva il suo insegnante di sostegno. Ma ora le è stato assegnato un nuovo insegnante. Peccato però sia privo di adeguata specializzazione.

DUE IN CONDOTTA – Di esempi se ne potrebbero fare ancora a bizzeffe. Ma il punto è uno soltanto: nella “Buona scuola” di Renzi e Giannini non è garantita, ad oggi, dignità ai bambini disabili. Nonostante le mille rassicurazioni e nonostante le assunzioni pur previste nel piano governativo. Come denunciato prima dalle associazioni di categoria e poi in Parlamento dalla deputata Maria Marzana (M5S), le assunzioni previste per il sostegno dal Governo Renzi sono state insufficienti, avendo coperto solo l’80% del fabbisogno. Risultato? Mancano all’appello ancora 30 mila docenti specializzati. E così anche quest’anno, fin dal primo giorno di scuola, si è presentato il problema della mancata assegnazione degli insegnanti di sostegno nelle classi in cui sono presenti alunni con disabilità, come nel caso di Gaia o di Licia.

IL BUCO – Passiamo ai numeri per capire meglio la questione. Secondo la denuncia delle categorie, a fronte dei 120 mila docenti necessari a mantenere il rapporto di un docente ogni due alunni disabili, “continua a rimanere inalterato il numero a circa 90 mila insegnanti stabilizzati, restando fermi ad un organico dell’80 per cento rispetto alle effettive necessità”. Ma non è tutto. In alcune Regioni e Province, infatti, le graduatorie ad esaurimento (GAE) e le graduatorie di merito (GM) del sostegno sono esaurite. E così le supplenze sono conferite a docenti non specializzati, con tutte le conseguenze del caso. Insomma, per ora sembra tutto fuorché una buona scuola, quella italiana. E certamente non rispettosa dei diritti pur riconosciuti dalla nostra Carta Costituzionale.

Tw: @CarmineGazzanni

Pubblicato il - Aggiornato il alle 08:11
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