Stallo in mare. La Sea Watch ancora al largo di Lampedusa. La capitana Rackete indagata dalla Procura. Ma nel frattempo all’alba sono sbarcati sull’isola 16 tunisini su un barchino

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A darne notizia per primo è stato Giuseppe Conte, a margine del G20 di Osaka. Ma poi è arrivata anche la conferma della Farnesina: la procedura di redistribuzione dei migranti è stata attivata della Sea Watch 3 è stata attivata: Francia, Germania, Lussemburgo, Portogallo e altri stati membri dell’Ue hanno dato la loro disponibilità. Ma gli “sforzi di solidarietà” che la Commissione sta “cercando di coordinare”, ha detto la portavoce del commissario all’immigrazione Dimitri Avramopoulos, possono essere attuati “solo se e quando ci sarà lo sbarco”. Intanto la capitana Carola Rackete, che due giorni fa ha deciso di non rispettare l’ordine del governo e di entrare nelle acque territoriali italiane, è stata iscritta nel registro degli indagati dalla Procura di Agrigento per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e per rifiuto di obbedienza a nave da guerra, secondo quanto previsto dal codice della navigazione. La nave, però, su intimazione della Guardia di Finanza ha deciso di allontanarsi dalla costa: al momento si trova a tre miglia dall’isola. A seguito di una petizione lanciata negli ultimi giorni per fare fronte alle spese legali, ha finora raccolto più di 270mila euro.

In base a quanto filtra dagli ambienti della Procura, non dovrebbero essere fatti né arresti, né tanto meno il sequestro della nave, battente bandiera olandese. In Procura, ad Agrigento, già la scorsa settimana – subito dopo lo sbarco di donne incinte, bambini e malati che erano sulla Sea Watch3 – è stato aperto un fascicolo d’inchiesta per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Si tratta del classico, usuale, fascicolo che viene aperto, dalla Procura, ad ogni sbarco, per cercare di identificare gli eventuali “traghettatori di vite umane”.

Intanto la nave dopo 15 giorni è ancora in mare: si trova di fronte al porto di Lampedusa dal 26 giugno, in attesa di potere entrare o di trasferire i 40 naufraghi a bordo. Nella notte infatti, altre due persone sono state fatte scendere dall’imbarcazione e portate a terra dalla Guardia Costiera: si tratta di un uomo evacuato per urgenza medica e del minore che viaggiava con lui. “Intanto alla nave è tuttora negato l’ingresso in porto e lo sbarco delle 40 persone ancora a bordo”, si legge nel post pubblicato su Twitter da Sea-Watch Italy.

Ma il paradosso non finisce qui: mentre l’attenzione mediatica è tutta concentrata sull’evoluzione della situazione Sea Watch, prima delle 7, a Lampedusa, è arrivata un’altra piccola imbarcazione con 16 tunisini a bordo. Sono stati intercettati all’ingresso del porto da una motovedetta della Guardia di Finanza che li ha raggiunti e scortati sulla terraferma.

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di Gaetano Pedullà

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