Segni di ripresa a Piazza Affari nonostante la recessione

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di Sergio Patti

La Borsa di Milano ha chiuso ieri ancora in rialzo e sul paniere principale hanno spiccato tre titoli: Fiat, Mediaset e Montepaschi. La seduta è stata ricca di dati macro, a partire dal Pil tedesco che è tornato a crescere (+0,1%) nel primo trimestre dopo il rallentamento dell’ultimo scorcio del 2012. Il dato è comunque peggiore delle attese che indicavano un rialzo dello 0,3%. Settimo trimestre consecutivo in recessione per l’Italia. Nei primi tre mesi del 2013 il Pil tricolore è calato dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e del 2,3% rispetto allo stesso periodo del 2012. A livello internazionale a Tokyo il Nikkei ha superato la soglia dei 15.000 punti, mentre a Wall Street gli indici sembrano aver reagito bene al deludente dato sulla produzione industriale Usa che ad aprile è scesa dello 0,5%. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha guadagnato l’1,03% a 17.492 punti.

Vola Rocca Salimbeni
Ondata di acquisti sul Monte dei Paschi (+9,39% a 0,231 euro) dopo la pubblicazione dei risultati del primo trimestre 2013 archiviato con una perdita di 100 milioni di euro, inferiore alle attese degli analisti che indicavano un rosso di 154 milioni. Rocca Salimbeni ha inoltre fatto sapere di volere accelerare sul piano industriale e di attendersi per settembre 200 chiusure di filiali. Nel comparto bancario Intesa SanPaolo ha guadagnato il 3,40% a 1,46 euro, Unicredit il 2,14% a 4,192 euro, Ubi Banca l’1,17% a 3,472 euro, Mediobanca lo 0,78% a 5,18 euro. In controtendenza il Banco Popolare che ha mostrato un ribasso dello 0,92% a 1,188 euro. Grande protagonista di seduta Fiat che ha segnato un balzo del 7,63% a 5,36 euro. Si tratta di livelli che l’azione del Lingotto non vedeva dall’agosto del 2011.

Il biscione in rally
Mediaset è volata con un balzo del 9,07% a 2,356 euro all’indomani dei conti. Nei primi tre mesi del 2013 iniziano a scorgersi i primi frutti della politica di contenimento dei costi del gruppo di Cologno Monzese. Il riflesso più evidente è sul risultato operativo, che ha mostrato un rialzo del 38,7% a 53,4 milioni di euro. Dopo i conti Ubs ha cambiato idea su Mediaset. Gli analisti della banca svizzera hanno alzato il giudizio sul titolo del Biscione a buy dal precedente hold, portando il target price a 2,40 euro da 1,60 euro. Ben comprata Finmeccanica (+1,38% a 4,392 euro) che nel primo trimestre ha riportato un utile di 6 milioni di euro, in calo dai 24 milioni di un anno fa, e ricavi stabili a 3,7 miliardi di euro.

L’Antitrus piega Atlantia
Atlantia è scivolata invece sul fondo del paniere principale con un ribasso dell’1,48% a 13,95 euro all’indomani del via libera da parte dell’Antitrust alla fusione di Gemina nella società che controlla Autostrade per l’Italia. La decisione del Garante è stata presa “alla luce delle modalità che verranno utilizzate da Aeroporti di Roma nella predisposizione delle gare per la gestione dei punti di ristorazione negli scali di Fiumicino e Ciampino”. Le vendite hanno prevalso anche sui titoli della galassia Enel: la casa madre ha ceduto lo 0,27% a 2,946 euro, Enel Green Power è arretrata dello 0,78% a 1,662 euro.

Spread invariato
Chiude a 262 punti base, sui livelli di lunedì, lo spread tra Btp e Bund a 10 anni, con il tasso del decennale italiano al 4,01% sul mercato secondario. Nel corso della seduta il differenziale è arrivato in area 270 punti. Respira anche lo spread spagnolo, che ha terminato la giornata a 294 punti, con il decennale di Madrid al 4,32%. “Siamo convinti della necessità di rilanciare insieme il motore della crescita dell’Europa”, ha detto il presidente della Commissione Ue, José Manuel Barroso. “La crescita è la priorità – ha spiegato – l’Europa è in una situazione economica difficile e le conseguenze sociali sono dure, in particolare per alcuni Paesi”.

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