Sì ai bond, la Rai butta giù il tetto. Ok del cda all’emissione di obbligazioni per 350 milioni. L’escamotage svincola il compenso del nuovo Ad

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Dalla prossima settimana entra nel vivo il ddl del governo sulla Tv di Stato. La commissione Lavori pubblici del Senato ha definito il calendario delle audizioni: 13 maggio Anna Maria Tarantola, il 19 il dg Luigi Gubitosi il 19. La commissione ascolterà non soltanto i vertici di viale Mazzini, ma anche tutti i sindacati Rai, Cgil, Cisl, Uil e Ugl, così come Fnsi, Antitrust e Agcom. L’Usigrai è stato ascoltato dalla Vigilanza: il sindacato è contrario alla riforma che ricordiamo prevede nel ddl 7 membri del cda invece di 9 e un a.d. non dipendente Rai con tetto di spesa fino a 10 milioni di euro. Il cda che verrà sarà composto da 4 membri eletti dal Parlamento (2 dalla Camera e 2 dal Senato), 2 di nomina governativa (designati dal Consiglio dei Ministri su proposta del ministro dell’Economia) e uno designato dall’assemblea dei dipendenti di Viale Mazzini. L’a.d. resterà in carica per tre anni. Nominato dal cda, dovrà rispondere della gestione aziendale. Approvazione del ddl entro l’estate da parte del Parlamento (per non votare anche il prossimo cda con la legge Gasparri). Il Cda Rai ha deliberato all’unanimità l’emissione di uno strumento obbligazionario quotato su mercati di importo massimo di 350 milioni di euro, rivolto a investitori istituzionali. Una emissione necessaria – secondo Viale Mazzini – per estinguere un vecchio debito con tassi peggiori, in modo così da sostituirli con interessi inferiori da pagare. Tuttavia, proprio grazie a questo escamotage, il successore di Gubitosi sarà svincolato dal tetto di Stato sui compensi (240 mila euro lordi l’anno). Come è già capitato a Ferrovie, Poste, Cassa depositi e prestiti e in futuro toccherà anche all’Enav.

LEI, MAZZA e preziosi
Risolto il problema dell’ex direttore del Giornale radio, Antonio Preziosi, affidato al Tg2 (è a disposizione di Marcello Masi), ci sono da sistemare i casi di Lorenza Lei e Mauro Mazza, entrambi in attesa di collocazione dopo la rimozione dalla presidenza di Rai pubblicità e dalla direzione di Raisport. Con la Lei Gubitosi sta trattando la buonuscita, anche perché l’ex dg percepisce 240 mila euro l’anno (sarebbero stati 500 senza il tetto ai compensi) e non ha nessun incarico. Un lusso per l’azienda.

FEDEZ PEGGIO DI SALVINI
Nel bene o nel male purché se ne parli in tv. Potrebbe essere questo il nuovo slogan di Matteo Salvini che anche quando non è presente nei vari talk finisce sempre per essere protagonista. Suo malgrado (o forse sua fortuna perché porta voti). Martedì è stato presente a Ballarò in seconda serata e ha sollevato la media degli ascolti di Giannini. Mentre quando non c’è ci pensano i suoi nuovi nemici irriducibili a parlare di lui. Al Concertone J-Ax c’era andato giù pesante. Lunedì si è ripetuto sferrando un altro duro attacco al Carroccio nel corso di Piazzapulita su La7 e Formigli ha festeggiato uno dei suoi migliori risultati di share (ben oltre il 5%). Mercoledì sera a The Voice J-Ax ha ospitato l’amico Fedez e giù botte contro Salvini. Ieri sera sempre Fedez è intervenuto pure da Santoro e via altri schiaffi a destra e a manca. Expo, giornalisti o migranti: il rapper ormai se la canta e se la suona ovunque. Ma almeno ci mette la faccia.