Silvio Berlusconi fa 80. Ma i liberali non festeggiano con lui. Parla Giuliano Urbani: il Cav ha fallito sulle grandi riforme di tasse e giustizia

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È stato cofondatore e ideologo di quella Forza Italia che nel 1994 vinse le elezioni promettendo di portare a termine “la rivoluzione liberale”. Ma è anche uno di quelli che conosce meglio Silvio Berlusconi, l’ex presidente del Consiglio che oggi spegnerà 80 candeline. Il professor Giuliano Urbani, che ha coordinato il programma del partito per tre campagne elettorali – “Ma riconoscevo nel primo, il secondo lo abbiamo annacquato e il terzo stra-annacquato perché lo abbiamo scritto con politici di professione che non avevano nulla in comune con noi” – è anche uno dei delusi della stagione del “berlusconismo”. Tanto che oggi, senza troppi giri di parole, dà una sufficienza stiracchiata alla carriera politica del leader di Forza Italia: “Se non altro per le sue buone intenzioni”.

urbaniProfessore, nel 1994 Berlusconi scese in campo per compiere “la rivoluzione liberale”. A conti fatti, non c’è riuscito. O sbaglio?
Non sbaglia. La rivoluzione liberale di massa è stata un fallimento. Lo sa per quale motivo?

Questo me lo deve dire lei.
Perché in questo Paese sono sempre mancati i liberali. Quando Luigi Einaudi sostenne che gli italiani sono liberali anche se non lo sanno, a mio avviso, prese un abbaglio. Ricordo ancora le discussioni sull’argomento con Indro Montanelli e Giovanni Spadolini nel momento in cui scelsi di aiutare Berlusconi a dare vita a Forza Italia. Sono stato più ottimista di loro, ma questo non è bastato.

Rivoluzione liberale a parte, qual è la riforma che secondo lei il ventennio berlusconiano avrebbe dovuto assolutamente partorire e invece è rimasta incompiuta?
Non c’è dubbio che sia quella della giustizia. La separazione delle carriere dei magistrati è stata il fondamento di “Mani Pulite”. All’inizio è stato fatto un tentativo a riguardo, poi si è addirittura smesso di provarci. Si tratta di una circostanza che mi ha sempre lasciato molto perplesso.

Al di là di questo, c’è anche qualche aspetto positivo?
Non è proprio tutto da buttare. Berlusconi lascerà in eredità molte conquiste. Ha contribuito ad un cambiamento storico, non solo a sinistra ma anche e soprattutto a destra. La Lega Nord, ad esempio, voleva la secessione e si è dovuta accontentare del federalismo. Alleanza Nazionale ha riconosciuto il valore ideale della resistenza antifascista. Senza dimenticare la “riabilitazione” dei democristiani, che dopo Tangentopoli erano vituperati salvo poi essere stati accreditati come un pezzo di storia nobile della politica italiana.

Alla luce di tutto ciò, che voto darebbe alla carriera politica di Silvio Berlusconi?
È una domanda che mi imbarazza non poco. Facciamo che gli dò un 6, se non altro per le intenzioni.

ParisiStefano Parisi, ennesimo tentativo del Cavaliere di trovare un successore dopo i vari Gianfranco Fini e Angelino Alfano, è l’uomo giusto per ereditare la guida di Forza Italia?
L’ho visto crescere e lo stimo molto, ma manca di una qualità fondamentale: il carisma popolare. Una merce rara, perché si tratta di piacere al popolo. O ce l’hai o non ce l’hai. Per varie ragioni, dalla presidenza del Milan a quella di Mediaset, il Cavaliere è riuscito a costruirsi un’immagine vincente. Di Parisi, almeno per il momento, non si può dire la stessa cosa. Ma il mio non è un rimprovero.

Ma allora chi potrebbe prendere la leadership del partito? Ci sono soluzioni interne alla sua famiglia, come è stato più volte ipotizzato?
Non ne vedo, sinceramente. Ma adesso il compito di Berlusconi non è trovare un nuovo capo carismatico che guidi Forza Italia quanto quello di aiutare il Paese a trovare una nuova unità per tornare leader in Europa.

Renzi contro barriera Brennero

Insomma, dice lei: dovrebbe dare una mano a Matteo Renzi. Che non a caso viene paragonato a Berlusconi.
Mi auguro che il presidente del Consiglio riesca a portare a termine gli obiettivi che si è prefissato, ma il suo è un compito arduo. Gli faccio un grande in bocca al lupo.

L’ex sindaco di Firenze le piace?
Nei confronti di Renzi sono scettico, ma va aiutato. Non a caso al referendum del 4 dicembre voterò Sì, anche se la sua riforma costituzionale è un po’ debole e non mi convince del tutto.

Berlusconi ha schierato Forza Italia tra gli oppositori del ddl Boschi? Ha sbagliato o è una decisione condivisibile?
L’ho trovata una mossa di autolesionismo puro. Mi auguro che ci ripensi.

Tw: @GiorgioVelardi

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