Sky sbarca sul digitale. È guerra. Lanciata l’offensiva. Obiettivo il mercato pubblicitario Rai e Mediaset, fronte comune contro il competitor

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

La sfida tra le galassie tv si fa planetaria. Ormai il terreno dello scontro diventa il digitale terrestre. Sky si muove come il toro nella corrida ferito dalle banderillas. Mediaset gli ha sottratto la Champions e Premium sicuramente porterà via alla pay tv qualche migliaia di abbonati dei 4,6 milioni attuali. Soprattutto i calciofili. E allora che cosa fa l’emittente di Murdoch? Entra a piedi pari nella piattaforma delle tv generaliste con l’obiettivo primario di sottrarre una grande fetta di pubblicità ai competitor, in primis Rai e Mediaset, che con le reti generaliste e tematiche offrono ai telespettatori e agli inserzionisti un’ampia offerta. Gli ultimi anni però sono stati pesanti. E la raccolta pubblicitaria non è stata così cospicua come in passato. Anche i prezzi sono inevitabilmente scesi per incrementare le offerte. Ora però arriva Sky e le fette della torta si assottigliano. L’emittente satellitare, già presente sul digitale con Cielo, dal 27 gennaio sbarca in chiaro sul canale 27 grazie a un accordo con Class. Tocca a SkyTg24 del direttore Sarah Varetto gestire la rete che darà grande spazio all’attualità. Si parte alle 7 del mattino.
Notiziari in prevalenza, ma non solo. Spazio a programmi d’inchiesta come Vice e Lady Ndrangheta, quest’ultimo curato da Beatrice Borromeo, con i ritratti sconvolgenti delle donne che guidano le cosche.
Nel prime time invece andranno in onda film (come Il colore delle libertà sulla vita di Nelson Mandela) e serie tv sempre su argomenti di attualità.

LE GENERALISTE
Ora Rai e Mediaset cercheranno di mettere i bastoni tra le ruote ricercando qualche appiglio per fare ricorso e impedire lo sbarco. «Non abbiamo nulla da temere, perché abbiamo sempre rispettato le regole – spiega l’a.d. Andrea Zappia – il palinsesto rispetta le indicazioni del ministero dello Sviluppo Economico, secondo cui il canale 27 deve essere occupato da una rete semigeneralista».

TELECOMANDO STRATEGICO
La discesa in campo di SkyTg24 arriva il giorno dopo che Discovery si è assicurato il numero 9 del telecomando. Quindi, tenendo presente che dal 10 al 19 ci sono i canali locali, ecco che dopo le sette generaliste, Mtv e probabilmente Real Time (ora al numero 31) ci sono dal 20 in poi rispettivamente ReteCapri (che sta in una posizione che fa gola a molti), Rai4, Iris, Rai5, RaiMovie, RaiPremium e poi ci sono i due canali di Sky (Cielo e SkyTg24). Quindi chi fa zapping per vedere le notizie a qualunque ora si ferma al 27, senza dover scorrere fino al 48 per trovare RaiNews o al 51 per TgCom24. Non a caso a Viale Mazzini si sta pensando di far avanzare il canale allnews diretto da Monica Maggioni al 23 al posto di Rai5 che in realtà vedono in pochi, oppure al 25 invertendo la posizione con RaiPremium che però non va affatto male. A Mediaset neanche ci pensano. Davanti hanno solo Iris che è la più vista quindi è intoccabile. Come se non bastasse ecco che su Gubitosi arriva un’altra tegola: la redazione di Rainews è in stato di agitazione e annuncia tre giorni di sciopero per denunciare l’assenza di un progetto chiaro. Si denuncia un sistema ormai obsoleto e inadeguato.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Adesso basta errori sul virus

Cantano vittoria come se avessero ottenuto chissà cosa, ma l’Italia che comincia a riaprire dal 26 aprile non è un successo delle destre. Con le solite balle a uso elettorale, Salvini & company da ieri stanno ingolfando i social per intestarsi il ritorno alla normalità

Continua »
TV E MEDIA