Smartphone mania genitoriale. I telefoni di ultima generazione danneggiano lo sviluppo dei bimbi. A rischio lo sviluppo delle capacità di gestione delle emozioni. E non solo

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Smartphone e tablet messi tra le mani di bambini di età inferiore ai due anni e mezzo per farli calmare, distrarli, ammansirli. Un’abitudine ormai consueta, innocente, in fondo, ma dannosa. Gli anni della società pan-tecnologica non cessano di generare mutazioni di carattere sociale, relazionale, persino neurobiologico, e stanno mutando anche il modo di educare i più piccoli, con tutto ciò che ne scaturisce. Scegliere il proprio smartphone, magari dopo aver posto tutti i principali modelli Samsung a confronto con quelli proposti da Apple, Nokia, Lg e da tutti gli altri marchi del settore, è una priorità. Un bene imprescindibile, il cellulare, e imprescindibili sono tutti i servizi e le funzioni che implica. Per noi, adulti fatti e finiti, ma non per i più piccoli, la cui educazione e il cui equilibrio psico-emotivo sono ancora tutti da forgiare.

Dagli Usa: smartphone e tablet non sono dei baby-sitter
Accade sovente, un po’ per pigrizia, molto più per quieto vivere, che i piccoli marmocchietti nativi digitali invochino a suon di urla e capricci uno smartphone o un tablet con cui trascorrere del vacuo tempo di svago. Ma sì, non fanno nulla di male e cercare di farli desistere risulterebbe quasi impossibile. Stando a quanto riportato da una ricerca condotta e pubblicata da un’equipe della Boston University School of Medicine, però, è meglio prepararsi ad affrontare le urla dei pargoli, per non rischiare di danneggiarli in futuro.

Danni che interessano la capacità di gestire le emozioni
Secondo quanto esposto dai ricercatori bostoniani, lasciare che il proprio figlio utilizzi cellulari e tablet per sedare le proprie irrequietezze non permette all’infante di sviluppare un coerente sistema interno di autoregolazione delle emozioni, demandando a strumentazioni esterne tale funzione. Il risultato è, nel corso della crescita, la difficoltà riscontrata nel far fronte a situazioni mentalmente provanti e generatrici di stress. E non solo. L’esposizione eccessiva a tv, display del cellulare e del tablet riduce la capacità di sviluppare competenze linguistiche e sociali. “Oggi i dispositivi mobili sono ovunque – ha sottolineato al Telegraph Jenny Radesky, ricercatore dell’Università di Boston – e i piccoli li utilizzano con maggiore frequenza già in tenera età. Ma l’impatto che questi nuovi schermi sta avendo sul loro sviluppo e comportamento è ancora relativamente sconosciuto”.

Meglio una didattica assistita dai genitori
Le nuove tecnologie, tuttavia, si rivelano utili per l’adempimento di attività didattiche, ma solo in età successiva e se assistiti dai genitori. Lasciare che il proprio piccolo utilizzi in totale autonomia il telefonino, specie se in età inferiore ai 3 anni, non permette di sviluppare alcuna specifica competenza né apprendimento. Il discorso cambia se il gioco tramite tecnologie come lo smartphone o l’E-book viene svolto sotto la guida attenta di un genitore e in età successiva. La questione, in pratica, verte sull’utilizzo delle tecnologie e sull’età del baby-utente. Demonizzare l’uso tout-court dello smartphone risulterebbe fallace e, in un certo modo, ingeneroso nei confronti di mezzi – perché questo sono – dalle notevoli potenzialità. Sta a noi saperle sfruttare in modo virtuoso, controllandole e non facendoci controllare da esse.