Soddisfazioni azzurre alle Paralimpiadi di Rio. Da Martina Caironi a Federico Morlacchi, siamo già a quota otto medaglie

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Soddisfazioni azzurre nelle Paralimpiadi di Rio. Arrivano infatti anche per l’Italia le prime medaglie alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro. Dopo pochi giorni siamo già a quota otto medaglie. Le soddisfazioni per i nostri colori arrivano dall’Aquatics Center, dove Francesco Bettella ha ottenuto la medaglia d’argento nei 100 dorso S1. Il padovano ha nuotato in 2:27.06, giungendo alle spalle dell’ucraino Boiko (2:08.01) e davanti all’altro ucraino Kol (2:27.45).

Ma, questa, è stata solo la prima di una serie di soddisfazione. La seconda medaglia, infatti, la vince il super favorito Federico Morlacchi, argento sui 400 stile S9. Il varesino si ferma (4:17.91) alle spalle dell’australiano Hall, oro con 4:12.73. Bronzo al britannico White, con 4:21.38.

Tante gioie insomma dalle Paralimpiadi, tanto che interviene anche il premier Matteo Renzi, sulla sua pagina facebook: “Fatemi fare i complimenti Francesco Bettella e Federico Morlacchi. Sono nomi poco conosciuti al grande pubblico, ma sono due giovani nostri connazionali che ci hanno reso orgogliosi di essere italiani vincendo le prime medaglie ai Giochi Paralimpici di Rio 2016″.

E in serata ecco la terza grande soddisfazione con Michele Ferrarin. Il veronese ha vinto l’argento nel paratriathlon, categoria Pt2, grazie al tempo di 1:12:30. L’azzurro è giunto alle spalle del britannico Lewis (1:11:49) e davanti al marocchino Lahna (1:12:35). Ma siamo solo agli inizi del sogno.

Ma non basta. Dallo Stadio Engenhao di Rio infatti arriva l’ennesima impresa di Martina Caironi: l’azzurra, portabandiera della delegazione italiana, conquista la prima medaglia dell’atletica azzurra alle Paralimpiadi brasiliane, vincendo l’argento nel lungo T42, sbaragliando la concorrenza di otto avversarie con un salto di 4,66. Senza dimenticare, infine, il sardo Giovanni Achenza bronzo nella categoria Pt1. Un altro argento e due bronzi dal nuoto grazie a Cecilia Camellini, Giulia Ghiretti e Vincenzo Boni. E siamo solo all’inizio.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

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