Il campo largo è più competitivo con Giuseppe Conte come leader della coalizione rispetto allo scenario con Elly Schlein come candidata del fronte progressista per Palazzo Chigi. Questo è quanto emerge dagli ultimi sondaggi e, in particolare, dalla rilevazione dell’istituto Noto per Porta a Porta.
Partiamo dal dato delle coalizioni, considerando i due diversi scenari: nel caso in cui sia Conte il candidato del campo largo, il centrodestra raggiungerebbe il 44,7% dei voti mentre il fronte progressista il 43,7%. La distanza è solo di un punto, ma si allunga in caso di candidatura di Schlein: il campo largo si fermerebbe infatti al 42,6%, restando a ben più di un punto di distanza dalla coalizione guidata da Giorgia Meloni. Con Conte candidato, inoltre, l’affluenza salirebbe di un punto rispetto all’altro scenario, al 63%.
Sondaggi elettorali, le intenzioni di voto con Conte candidato del campo largo
La partita è quindi aperta, con il centrodestra che in questo sondaggio risulta avanti ma con Conte in grado di tenere maggiormente testa alla coalizione di Meloni. In entrambi gli scenari, Fratelli d’Italia sarebbe il primo partito, con invece differenze sostanziali tra Pd e M5s.
Il primo scenario è quello con Conte candidato premier del centrosinistra. In questo caso Fratelli d’Italia sarebbe al 28,5%, seguito a lunga distanza dal Pd che raccoglierebbe il 18,7%. E i 5 Stelle, con Conte come leader del campo largo, si avvicinerebbero ai dem raccogliendo il 14% dei voti. A seguire troviamo Forza Italia con il 7%, la Lega al 6% e in questo caso davanti a Futuro Nazionale al 5,5%. Poco sopra ci sarebbe Avs, al 6%.
Azione si attesterebbe al 3,8% mentre Italia Viva al 2%. Poi troviamo Noi Moderati all’1,5% e Sud chiama Nord all’1,2%. Ancora, Progetto civico-Avanti Psi è all’1%, così come +Europa e Uno più uno. Infine, il partito Liberaldemocratico sarebbe allo 0,5% mentre le altre liste raccoglierebbero complessivamente il 2,3%.
Cosa succederebbe se Schlein fosse la leader del fronte progressista
Con Schlein come candidata del fronte progressista, Fratelli d’Italia sarebbe in testa con il 28%. A seguire ci sarebbe il Pd con il 20% dei voti e un aumento di 1,3 punti rispetto all’altro scenario. I 5 Stelle, in questo caso, si fermerebbero all’11%, ovvero tre punti in meno rispetto all’ipotesi di Conte candidato premier.
Forza Italia si attesterebbe al 6,7%, seguito da Futuro Nazionale, da Avs e dalla Lega appaiate al 6%. Azione raggiungerebbe il 3,3%, ovvero mezzo punto percentuale in meno rispetto allo scenario con Conte candidato. Voti che finirebbero a Italia Viva, che avanza in questo caso al 2,8% (+0,8% rispetto all’altro scenario).
Andando avanti, troviamo Noi Moderati all’1,5%, Sud chiama Nord all’1,3% e invece Progetto civico-Avanti Psi e +Europa insieme all’1%, seguiti da Uno più uno allo 0,8%. Per chiudere, la lista Liberaldemocratici si fermerebbe allo 0,5% mentre gli altri partiti raccoglierebbero il 4,1%, molto più (quasi due punti di differenza) rispetto allo scenario con Conte candidato del campo largo.