Sondaggio Piepoli per il leader del centrosinistra: Conte in testa, ma la sorpresa è Silvia Salis che supera Schlein

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Sondaggio Piepoli per il leader del centrosinistra: Conte in testa, ma la sorpresa è Silvia Salis che supera Schlein

Mettiamo subito le carte in tavola: mentre la maggior parte degli italiani è ancora alle prese con la coda delle vacanze estive, la politica non va in ferie. Anzi, proprio nel cuore di questa rovente estate del 2026, i partiti continuano a prepararsi per le prossime elezioni politiche dove si preannuncia una battaglia “voto su voto”.

Mentre il Centrodestra di Giorgia Meloni macina chilometri nella sua lunga rincorsa verso le Elezioni del 2027, tra programmi da limare, coalizioni da cucire e il solito, immancabile “nodo Vannacci”, dall’altra parte dell’emiciclo regna la più totale incertezza su chi guiderà la coalizione progressista. E soprattutto su chi, in caso di vittoria, il centrosinistra potrà portare a Palazzo Chigi.

A provare a fare chiarezza ci ha pensato l’Istituto Nicola Piepoli, con una rilevazione demoscopica realizzata per In Onda su La7. Il sondaggio, condotto via smartphone, ha tastato il polso della situazione, portando alla luce risultati a dir poco sorprendenti che sembrano ignorare le gerarchie di partito.

Sondaggio Piepoli leader centrosinistra: i numeri e le sorprese

Prima di addentrarci nei dettagli, è giusto fare una premessa metodologica. Questo non è il classico sondaggio telefonico ai tempi del “buongiorno, le rubo un minuto”, si tratta, invece, di una rilevazione su smartphone che permette di intercettare un elettorato più dinamico e giovane.

In attesa di capire quale sarà il sistema elettorale definitivo e come verrà modificato lo “Stabilicum proporzionale” dopo i prossimi passaggi in Parlamento, l’Istituto Piepoli ha messo in campo ben 7 leader potenziali per le possibili primarie di coalizione, da cui ha ricavato la classifica del gradimento:

  • Giuseppe Conte (M5S): 36%
  • Silvia Salis (Sindaca di Genova): 30%
  • Elly Schlein (PD): 29%
  • Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana / AVS): 23%
  • Angelo Bonelli (Europa Verde / AVS): 21%
  • Matteo Renzi: 17%
  • Riccardo Magi (PiùEuropa): 14%

Davanti a tali dati, salta subito all’occhio la leadership di Giuseppe Conte che, al momento, appare come il preferito dagli intervistati riuscendo a capitalizzare il 36% della fiducia. Ma la sorpresa è sotto di lui, con Silvia Salis, sindaca centrista di Genova, che ha scavalcato la segretaria del PD, Elly Schlein, nella fiducia espressa dagli intervistati. I numeri sono impietosi: 30% per la Salis contro il 29% di Schlein.

Sul punto il sondaggio suggerisce che l’elettorato, anche quello progressista, sembra essere alla ricerca di qualcosa di nuovo e la prima cittadina di Genova risponde perfettamente a questo identikit, tenendosi ben lontana dalle correnti dei partiti del centrosinistra e venendo percepita come un profilo più gestionale e meno ideologico.

Il peso di AVS nel Campo largo: Fratoianni e Bonelli sorprendono tutti

Se pensavate che la partita si giocasse solo tra M5S e PD, questo sondaggio Piepoli per il leader del centrosinistra descrive uno scenario molto diverso. C’è un’altra anima, quella più radicale e progressista, che preme forte sui vertici della coalizione e che chiede di prendere una decisione rapida.

Ma la partita, contrariamente a quanto si può pensare, non è limitata ai soli tre nomi fin qui emersi. Dalla rilevazione emerge anche il “peso specifico” dell’Alleanza Verdi-Sinistra (AVS), con Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana che ottiene addirittura il 23% di fiducia. Subito dietro di lui, l’altro portavoce di AVS, Angelo Bonelli con Europa Verde, viene scelto dal 21% degli elettori intervistati via smartphone.

Facendo la somma tra le preferenze accordate a Fratoianni e Bonelli si arriva al 44%, una cifra che equivale a poco meno della metà delle preferenze totali espresse in questo sondaggio.

Renzi e Magi non brillano, inizia il tramonto dei centristi tradizionali

Dalla rilevazione di Piepoli emerge anche un ulteriore spunto: le figure storiche del centrismo riformista arrancano. Matteo Renzi si ferma al 17%, un numero che, per le ambizioni dell’ex rottamatore, suona come una pesante limitazione. Riesce a superare, per un soffio, solo il leader di PiùEuropa, Riccardo Magi, che chiude la classifica con un 14% di consenso personale, segnando il passo in questa specifica rilevazione sui leader della sinistra.

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