È stato sospeso il memorandum sulla Difesa Italia-Israele. Lo chiedevano ormai da tempo le opposizioni. Dalla crudele rappresaglia di Tel Aviv – col suo primo ministro Benjamin Netanyahu ricercato dalla Corte penale internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità – nei confronti di Gaza. Lo pretendevano a gran voce le associazioni civili. Lo avevano sollecitato migliaia di persone che hanno riempito le piazze italiane per la pace. Lo avevano lasciato intendere 15 milioni di italiani che hanno votato non solo contro la riforma della giustizia del governo ma anche contro una politica delle destre che ha fatto dell’Italia lo Stato satellite degli Stati Uniti e dei suoi amici, Israele in testa, appunto. E alla fine Giorgia Meloni ne ha dovuto prendere atto.
È stata lei ieri a dare l’annuncio, denunciando implicitamente, dopo che anche il presidente americano Donald Trump l’ha scaricata, il fallimento di tutta la politica estera costruita in questi quattro anni dalle destre. “In considerazione della situazione attuale, il governo ha deciso di sospendere il rinnovo automatico dell’accordo di Difesa con Israele”, ha annunciato la premier a margine del Vinitaly di Verona. Questo significa che il Memorandum sulla Difesa tra Italia e Israele non si è rinnovato per altri cinque anni a partire dal 13 aprile.
Cosa prevedeva il Memorandum sulla Difesa Italia-Israele
L’accordo, siglato il 16 giugno 2003 a Parigi ed entrato in vigore l’8 giugno 2005 dopo la ratifica del Parlamento, ha creato una cornice per la cooperazione nel settore della difesa, lo scambio di materiali militari e di intelligence e la ricerca tecnologica tra l’Esercito Italiano e le Forze di Difesa Israeliane (Idf). In ambito industriale prevedeva la collaborazione tra aziende dei due Paesi nell’ambito della sicurezza informatica, dell’aeronautica e dei sistemi elettronici. Il memorandum di 11 articoli si rinnovava tacitamente ogni 5 anni a meno che non venisse stoppato da una delle due parti, in tal caso – come avvenuto in queste ore – cessa di avere efficacia al sesto mese successivo alla sua notifica.
Tel Aviv minimizza
La lettera sulla decisione di sospendere il memorandum Italia-Israele, inviata al governo israeliano, sarebbe stata frutto di una decisione presa di concerto tra la premier, i suoi vice Antonio Tajani e Matteo Salvini e il ministro della Difesa, Guido Crosetto. Nello specifico, la lettera è stata inviata al ministro della Difesa israeliana, Israel Katz. Tel Aviv minimizza: “Non abbiamo un accordo di sicurezza con l’Italia. Abbiamo un memorandum d’intesa di molti anni fa che non ha mai avuto un contenuto concreto”, ha comunicato il portavoce del ministero degli Esteri israeliano rispondendo a una domanda dell’Ansa e aggiungendo che la sospensione del memorandum ”non danneggerà la sicurezza di Israele”.
Le opposizioni: “Ci voleva così tanto?”
La sospensione del memorandum “andava fatta molto prima, come noi abbiamo chiesto senza sosta. Questa decisione arriva troppo tardi, dopo 75 mila morti palestinesi, dopo più di 20 mila bambini palestinesi uccisi barbaramente, e dopo altre due guerre illegali, Iran e Libano”, hanno dichiarato i parlamentari M5S delle Commissioni Difesa ed Esteri di Camera e Senato. “Ci voleva così tanto? Lo chiedevamo da tempo insieme ad altre forze progressiste, perché la dignità di questo Paese si misura anche sul rispetto del diritto internazionale”, ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein.
La richiesta di M5S, Pd e Avs di un’informativa
M5s Pd e Avs hanno chiesto un’informativa al governo “perché deve chiarire che significato ha” la sospensione dell’accordo di difesa con Israele, ha detto il leader del M5S, Giuseppe Conte. “Con tutto il rispetto, uno fa una dichiarazione al Vinitaly… venga qui in Parlamento, A cosa prelude” quella sospensione? “A una sanzione economica e finanziaria, il riconoscimento dello Stato della Palestina? Serve una chiarezza che fin qui non c’è stata” e la sospensione “può avere un significato, ma va ricondotto a una posizione di politica estera complessiva. Perché se pensano di aver risolto così tardivamente con quella dichiarazione, con questa iniziativa, evidentemente creano ancora più ambiguità, ancora più incertezza”, ha concluso l’ex premier.