Spende-Rai 2 milioni in sondaggi sul gradimento Tv. Il monitoraggio per sapere se i film “fanno sognare”

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Pronto? La disturbo solo un secondo. Giusto per sapere se il film prodotto dalla Rai le è piaciuto. Mi dica, per cortesia, se è stato coinvolgente, se l’ha fatto emozionare, se è riuscito a immedesimarsi, se l’ha commosso, se suscita paura o fa riflettere”. Sembrerà surreale, ma è tutto vero. La Rai è in procinto di spendere quasi 2 milioni di euro per sapere anche questo. Pochi giorni fa, infatti, l’azienda guidata da Antonio Campo Dall’Orto ha pubblicato un curioso bando di gara per l’affidamento del servizio di monitoraggio del gradimento dell’offerta televisiva, radiofonica, online e cinematografica. Un monitoraggio, dunque, a tutto tondo per cui si prevede una spesa, per l’esattezza, di 1 milione 980 mila euro.

LA GARA – Ma a questo punto andiamo a vedere nel dettaglio cosa dovrà fare chi si aggiudicherà il bando. Secondo quanto riportato nel capitolato tecnico, infatti, i sondaggi avverranno con metodologia Cawi (web, tramite ad esempio mail o panel specifici) e dovranno avere “una numerosità tale da garantire un numero statisticamente significativo di interviste valide”, su base giornaliera o settimanale per quanto riguarda la programmazione televisiva, su base mensile per la programmazione radiofonica, e su base mensile per quanto infine riguarda l’offerta online e la programmazione cinematografica di Rai Cinema.

Ma non è tutto. Perché, ovviamente, ogni monitoraggio dovrà avvenire confrontando l’offerta Rai con i principali competitor: da Sky a Mediaset per i programmi Tv; da youtube ai maggiori siti dei quotidiani nazionali per quanto riguarda il web; da Radio Capital a Radio24 per quanto riguarda il mondo radiofonico.

SPETTATORE IN GIURIA – Ma le curiosità non finiscono mica qui. Anzi. Se infatti i criteri da sottoporre per i film sono quelli  già citati, non bisogna sottolineare il fatto che intenzione della Rai è chiedere un parere anche su colonna sonora, cast, fotografia, ambientazione e costumi. Manco a rispondere dovesse essere una giuria internazionale. Ma non è tutto. Spostiamoci, ad esempio, sui programmi Tv. Anche qui gli indicatori sono decisamente curiosi: i sondaggisti dovranno chiedere se il programma “ha un buon ritmo”, “è emozionante”, “è ben condotto”, “è credibile”. Prepariamoci. Non sia mai qualcuno dia un giudizio affrettato.

Tw: @CarmineGazzanni