Spese non così pazze nelle Marche. Il gup archivia il caso per 55 imputati. A giudizio solo in sei. Il fatto non sussiste per l’ex Governatore Spacca e per il segretario Pd Comi

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Tutti assolti. O quasi. Per il giudice per l’udienza preliminare Francesca Zagoreo nelle Marche non ci sarebbe stata alcuna spesa pazza. O quasi. L’indagine sulla Rimborsopoli tra il 2008 e il 2012 dei consiglieri regionali delle Marche si chiude, insomma, con una enorme bolla di sapone. Gli imputati, stando alla procura di Ancona, come altri colleghi in tutta Italia avrebbero usato fondi pubblici per spese private. Oggi però il giudice il gup ha quasi totalmente cassato il procedimento per peculato emettendo una sentenza di non luogo a procedere per 55 imputati, rinviandone a giudizio, ma solo per alcuni capi di imputazione, altri sei, e assolvendone altri cinque che avevano chiesto di essere giudicati con il rito abbreviato. A processo, che inizierà il prossimo 6 dicembre, Ottavio Brini (Fi), Franco Capponi (Fi), Massimo Di Furia (Pdl-Ncd), Enzo Marangoni (Fi), Cesare Procaccini (Comunisti italiani), Francesco Massi Gentiloni Silveri (Pdl-Ncd).

Tra i big coinvolti, il gup ha assolto con la formula “perché il fatto non sussiste” l’ex presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca, l’attuale segretario del Pd Francesco Comi, l’ex vicepresidente dell’Assemblea legislativa Giacomo Bugaro (Fi), l’ex capogruppo di Sel Massimo Binci e l’ex addetto al gruppo Pd in Consiglio regionale Oscar Roberto Ricci.