Stabili le condizioni dei militari italiani feriti nell’attentato in Iraq. Lo Stato maggiore della Difesa: “Cauto ottimismo. Nessuno di loro è in pericolo di vita ma le condizioni rimangono critiche”

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Sono “stabili” le condizioni dei cinque militari italiani – due appartenenti al reggimento Col Moschin dell’Esercito e tre al Gruppo operativo incursori della Marina -, feriti ieri nell’attentato esplosivo avvenuto nel Kurdistan iracheno mentre erano impegnati in un’attività addestrativa. “Hanno trascorso una notte serena – ha detto a Radio Capital il contrammiraglio Fabio Agostini, capo del dipartimento pubblica informazione dello Stato maggiore della Difesa -, le loro condizioni sono stabili rispetto alle prime indicazioni della serata di ieri. Questo induce a un cauto ottimismo, nessuno di loro è in pericolo di vita ma le condizioni rimangono critiche”.

“Questa mattina – ha spiegato ancora Agostini – due di loro verranno sottoposti a ulteriori controlli, accertamenti ed eventualmente a interventi chirurgici per verificare le condizioni dopo le cure di ieri. Purtroppo un militare dell’Esercito ha subito l’amputazione della gamba sopra il ginocchio, un militare della Marina ha subito l’amputazione di parte del piede. Si teme per un terzo militare che ha fratture molto importanti agli arti inferiori. Un quarto militare ha delle lesioni interne, con emorragie, ieri sera è stato messo sotto controllo e stamattina dovrebbe subire un ulteriore intervento. Un quinto militare ha subito traumi importanti ma è in condizioni migliori dei suoi colleghi”.

A proposito dell’attività dei militari italiani in Iraq, il contrammiraglio Agostini ha spiegato che “i nostri militari sono impegnati costantemente nell’attività di addestramento e formazione delle forze di sicurezza irachene e curde. Ieri seguivano un’attività sul territorio sviluppata dai peshmerga curdi – seguire le truppe durante le attività operative fa parte del piano di addestramento. L’attività operativa per altro è andata a buon fine perché ha permesso di individuare materiali e rifugi di Daesh. Nel ritorno verso la base il nostro team è stato oggetto di un’esplosione, presumibilmente di un ordigno rudimentale”.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

I burocrati uccidono più del virus

Dobbiamo attendere gli accertamenti medici per sapere se la giovanissima Camilla Canepa è morta per il vaccino Astrazeneca o per altro, ma in ogni caso questa tragedia ha fatto emergere tutte le falle della campagna vaccinale: il Cts, l’Aifa, Figliuolo e le Regioni. Ora non

Continua »
TV E MEDIA