Inchiesta stadio, sparite le chat di Lanzalone. Parnasi si dimette da tutto. Il progetto su Tor di Valle va avanti. Castelli nuovo presidente di Acea

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Luca Parnasi non è più il presidente della holding Eurnova. Come hanno fatto sapere i suoi legali, il costruttore arrestato nell’ambito dell’inchiesta sul nuovo stadio della Roma ha formalmente lasciato tutte le cariche sociali. Questo significa che il progetto per lo stadio della Roma va avanti. L’inchiesta, che ha portato a nove arresti, non rappresenterà la pietra tombale della struttura che dovrebbe sorgere a Tor di Valle. La conferma che “si può andare avanti” è arrivata oggi al termine di un incontro tra i difensori di Luca Parnasi, che proprio oggi si è dimesso da tutte le cariche della holding Euronova, con i pm titolari del procedimento. Ora arriverà il curatore. “I pubblici ministeri hanno assicurato – spiegano i penalisti Emilio Ricci e Giorgio Tamburrini – che non ci sono elementi che possano bloccare la procedura per il nuovo stadio”. La vicenda penale, quindi, non avrà ricadute sugli aspetti amministrativi e burocratici legati al progetto.

Va agli arresti domiciliari il geometra Luca Caporilli, ex capo della Direzione progetti del gruppo Eurnova. Il professionista è accusato di essere parte dell’associazione a delinquere finalizzata alla corruzione. Nel corso di due verbali davanti ai pm Paolo Ielo e Barbara Zuin, il dirigente ha fatto alcune importanti ammissioni.

Il Consiglio di Amministrazione di Acea spa riunitosi oggi ha deliberato all’unanimità la nomina del consigliere Michaela Castelli presidente del Consiglio di amministrazione. Castelli prende il posto di Luca Lanzalone, dimessosi dopo essere rimasto coinvolto nell’inchiesta giudiziaria sul nuovo stadio della Roma.  Davanti al gip, nel corso dell’interrogatorio di garanzia, l’ex presidente Acea ha detto: “Io non ho ricevuto nulla da Parnasi, su questo sono tranquillo, non un euro ho avuto”. Il verbale è stato depositato agli atti del riesame.

Intanto, il cellulare di Lanzalone è al vaglio degli inquirenti della Procura di Roma. Da una prima analisi alcune  conversazioni telefoniche sembrerebbero essere state cancellate. La Procura starebbe cercando di capire se i  contenuti del telefono possano avere valore ai fini  dell’indagine in corso.

Emergono, intanto, i contenuti dell’audizione di ieri del direttore generale del Campidoglio, Franco Giampaoletti, sentito dai pm come persona informata sui fatti. Secondo il dirigente, “vi è stata una disponibilità dell’avvocato Lanzalone a continuare a dare supporto, sicché quando noi avevamo bisogno della sua presenza lui partecipava  alle riunioni. Lanzalone ha continuato a supportare il Comune  nelle valutazioni tecnico amministrative sino al momento della  procedura tecnica da seguire per l’approvazione della variante (marzo-aprile 2018). Si doveva decidere se procedere nelle forme ordinarie o in via ‘urgenza. Baldissoni (dg del club giallorosso, ndr) suggeriva di seguire una procedura d’urgenza che avrebbe consentito una riduzione dei tempi per l’approvazione della variante. Io e i miei tecnici ritenevamo più corretto e opportuno seguire la procedura ordinaria e l’avvocato Lanzalone ha sostenuto la nostra tesi”.  Quanto al rapporto con l’ex presidente di Acea,  Giampaoletti ha sottolineato: “Io mi sono sempre relazionato con Lanzalone, riferendogli l’andamento della interlocuzione con i privati in relazione allo stadio, perché’ lo ritenevo una persona esperta. Mi sono confrontato con Luca Lanzalone anche su altre questioni che interessavano il Comune, ad esempio su Atac, per avere una sua opinione”.