Startup a nove zeri. Il futuro arriva dalla Space Economy. Digitale e sostenibilità binomio cruciale. Per l’Italia un’opportunità da cogliere

Space Economy Musk
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Il 23 e 24 settembre si è tenuta a Torino l’Italian Tech Week presso le Officine Grandi Riparazioni. Due giorni dedicati a startupper, investitori ed aziende innovative italiane per ispirarsi, conoscersi e fare rete. Il parterre degli speaker era molto ricco e tra tutti spiccava il nome di Elon Musk (nella foto), il miliardario americano patron di Tesla e SpaceX. Inizialmente atteso di presenza, a causa di sopravvenuti impegni, Musk si è limitato a collegarsi la mattina del 24 per una conversazione con John Elkann moderata dal direttore de La Repubblica Maurizio Molinari.

Il dialogo è stato interessante e Musk ha toccato tutti i temi a lui cari: mobilità, energia, viaggi nello spazio, sostenibilità, investimenti. Questi stessi argomenti hanno caratterizzato la maggior parte degli interventi di tutta la due giorni. Se si dovesse tracciare una linea e fare una sintesi del messaggio che è emerso dai vari speech, possiamo identificare almeno tre punti che rappresentano le tendenze e le aspettative attuali nel panorama tech in Italia e più in generale nel mondo.

Primo: grande attesa per il prossimo “unicorno” italiano. Per “unicorno” si intende una startup che arriva ad essere valutata almeno un miliardo di euro. Il nostro Paese per ora ha visto nascere due unicorni Made in Italy: Yoox e Depop, entrambi degli e-commerce di moda. I fondatori delle due aziende (Federico Marchetti e Simon Beckerman) sono per altro intervenuti alle Officine. I venture capitalist italiani sono particolarmente attivi nella ricerca del candidato vincente e si aspettano un supporto immediato da parte del governo perché il momento di attrarre investimenti, soprattutto stranieri, è ora. Se si aspetta uno o due anni si rischia di perdere il treno

Secondo: l’importanza della sostenibilità. L’ex CEO di Yoox, Marchetti nel suo intervento su come avviare una startup ha sottolineato più volte quanto ormai sia importante il valore e la concretezza della sostenibilità per gli utenti di qualsiasi servizio. Sostenibilità che riguarda sia il prodotto offerto sia la policy aziendale. Marchetti si spinge oltre e afferma che la “next big thing” avrà di certo a che fare con la sostenibilità e ha suggerito ai giovani startupper di declinarla in qualsiasi loro progetto per avere maggiori possibilità di successo

Terzo, e qui arriva l’interesse per la nostra rubrica: l’onnipresenza dello spazio, che rappresenta una novità importante per il settore digitale/startup. Rappresentanti del mondo spaziale sono stati presenti a più riprese durante la kermesse. Oltre a Musk, sono intervenuti Morena Bernardini di Ariane Group, il ministro con delega allo Spazio Vittorio Colao, Gianluca Dettori di Primo Space, Renato Panesi e Monica Valli di D-Orbit, Giorgio Saccoccia dell’ASI, l’astrofisica dell’ESA Ersilia Vaudo e il mitico astronauta Paolo Nespoli.

Lo spazio sta diventando un attore importante anche all’interno del mondo tecnologico. Se, come dicono gli esperti, in Sylicon Valley non c’è un fondo venture che non investa anche sulla space economy, nel nostro Paese sta iniziando ora il reciproco riconoscimento tra mondo spaziale e mondo digitale. Un connubio che va coltivato e che può essere la chiave per lo sviluppo italiano della Space Economy. John Elkann durante il colloquio con Musk ha dichiarato che “Torino è la capitale italiana dello Spazio, oltre che dell’Automobile”. Forse è così, di sicuro bisogna continuare a investire nel settore e a promuovere la nascita di startup che sappiano coniugare la Space Sconomy, il digitale e, come dice Marchetti, la sostenibilità. Magari sono proprio questi gli ingredienti per il prossimo unicorno italiano.

Per domande, curiosità, suggerimenti: pietro@infinitimondi.space