Stop ai brevetti sui vaccini. Schiaffo a Bruxelles e a Big Pharma. Gemma (M5S): Ora la Commissione non può ignorarci. “Sconfitte destre e Renzi. E l’esercito delle lobby”

Brevetti vaccini Gemma
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Chiara Gemma, eurodeputata 5S, il Parlamento Ue si è espresso a favore della sospensione temporanea dei brevetti dei vaccini. Il Movimento non ha mai smesso di crederci.
“È una battaglia che parte da lontano. Già il 1° marzo avevamo presentato insieme ad altri 36 europarlamentari, di quasi tutti i gruppi politici, un’interrogazione orale chiedendo alla Commissione di discutere e confrontarsi con il Parlamento sul tema dei brevetti dei vaccini. La Commissione invece ha tirato dritto, ha fatto di testa sua, e adesso si ritrova senza maggioranza politica su un tema fondamentale per il futuro dell’Europa e del mondo. L’emendamento che chiede la sospensione temporanea dei brevetti dei vaccini è stato approvato con un solo voto di scarto. Il M5S è stato ancora una volta decisivo a spostare il baricentro dell’Europa verso una maggiore giustizia sociale”.

L’Eurocamera era divisa con le destre contrarie alla liberalizzazione dei brevetti.
“Sapevamo che non sarebbe stato facile ma il voto del Parlamento mostra in maniera chiara chi sta dalla parte dei cittadini e dell’interesse pubblico e chi invece difende gli interessi di Big Pharma, le grandi case farmaceutiche i cui profitti si sono moltiplicati proprio grazie alla vendita dei vaccini anti-Covid. Il no degli europarlamentari di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Italia Viva e l’astensione della Lega all’emendamento che chiede la liberalizzazione temporanea delle licenze dei vaccini dimostra la vera natura di questi partiti sempre al fianco dei potenti e mai dei cittadini. Il M5S invece con una battaglia aperta in difesa dei beni comuni ha dimostrato che può fare la differenza in Italia così come in Europa. Il voto del Parlamento Ue sulla risoluzione sui brevetti dei vaccini è la vittoria della politica intesa come l’amministrazione della ‘polis’ per il bene di tutti. Per la destra è invece per il bene di Big Pharma”.

Ma anche la Commissione è contraria. Che succede ora?
“La democrazia europea deve fare un salto di qualità se davvero vuole definirsi tale. Il Parlamento è l’unico organo europeo democraticamente eletto dai cittadini, vogliamo davvero far passare l’idea che quello che viene deciso a Strasburgo non conta nulla? Io penso che se la Commissione tirerà dritto si rischierà l’incidente diplomatico, ma sono convinta che ci siano margini di negoziazione. Non possiamo voltare le spalle alla richiesta dei Paesi più poveri che chiedono vaccini a prezzi equi e accessibili”.

Perché è così importante sospendere i brevetti?
“Perché è l’unica soluzione nel medio periodo per aumentare la produzione dei vaccini. Le case farmaceutiche da sole non ce la fanno e, come dimostrato in molti casi, i prezzi sono troppo alti per molti paesi che hanno altri problemi endemici. Se le licenze venissero cedute molti Stati confinanti potrebbero collaborare per realizzare centri di produzione unici e convertire laboratori che in questo momento non sono essenziali. Non dobbiamo dimenticare che l’obiettivo finale è quello di vaccinare tutti i cittadini e garantire i richiami che saranno necessari nei prossimi anni. La proposta della Commissione invece è insufficiente a far fronte in tempi rapidi a una sfida globale come quella della pandemia e implica complesse procedure amministrative che dipendono da ciascuna legislazione nazionale. Inoltre, non va dimenticato che siamo davanti a una questione di equità e di giustizia, oltre che sanitaria”.

Tutte le aziende farmaceutiche che producono il vaccino per il Covid hanno aumentato in maniera massiccia i loro profitti. Come valuta questo dato?
“Come ha ricordato nei giorni scorsi il vostro giornale i profitti di Big Pharma hanno raggiunto un livello davvero esagerato soprattutto se confrontato con i sacrifici che stanno facendo milioni di cittadini. Molte di queste multinazionali inoltre eludono le tasse utilizzando paradisi fiscali ben noti come Lussemburgo, Olanda e Irlanda. L’equità deve essere il nuovo corso europeo.