Strage di Crans-Montana, s’indaga per incendio e omicidio colposo. Sono 40 le vittime accertate ma il numero è destinato a salire: ancora 6 gli italiani dispersi

Sono 40 le vittime accertate e 119 i feriti nella strage della discoteca di Crans-Montana. Le autorità indagano e hanno interrogato i gestori. A Niguarda operati due sopravvissuti

Strage di Crans-Montana, s’indaga per incendio e omicidio colposo. Sono 40 le vittime accertate ma il numero è destinato a salire: ancora 6 gli italiani dispersi

Incendio colposo, omicidio colposo e lesioni colpose. Sono le ipotesi investigative dell’inchiesta aperta sulla strage di Capodanno nella discoteca di Crans-Montana, in Svizzera, dove secondo l’ultimo bilancio ufficiale sono morte 40 persone e 119 sono rimaste ferite (un’ottantina quelle in gravi condizioni), per la maggior parte ragazze e ragazzi giovanissimi. Sono 13 i feriti italiani e sei quelli che risultano ancora dispersi, tra loro anche Chiara Costanzo, 16nne di origini aronesi e l’amico e coetaneo Achille Barosi.

La procuratrice Pilloud conferma che le fiamme sono state innescate dalle candele

Cifre che riguardano esclusivamente le persone identificate, e quindi destinate a salire, ha precisato ieri la procuratrice generale Beatrice Pilloud in una conferenza stampa da Sion. “Tutto lascia supporre che l’incendio sia stato provocato dalle candele incandescenti o dai fuochi d’artificio che erano stati posizionati sulle bottiglie di champagne e che il tutto fosse stato avvicinato troppo al soffitto”, ha confermato Pilloud.

Interrogati i due gestori de Le Constellation

Cominciati anche i primi interrogatori da parte degli inquirenti. “Tra le persone interrogate figurano in particolare i due gestori, francesi, e alcuni sopravvissuti”, ha confermato la procuratrice.

L’indagine dovrà accertare se le norme di sicurezza siano state rispettate, ad esempio se fossero in regola la copertura per insonorizzare del soffitto e le uscite di sicurezza. Dal canto loro, i proprietari del locale Jacques Moretti la moglie Jessica hanno dichiarato alla “Tribune de Geneve” che Le Constellation era stato controllato “tre volte in 10 anni e tutto era stato fatto secondo le norme”.

Tajani: “Qualcosa non ha funzionato”

“Mi pare privo di senso usare fuochi pirotecnici in un posto al chiuso. Evidentemente qualcosa non ha funzionato” sul piano della sicurezza, ha dichiarato ieri il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in visita a Crans-Montana. “Il consolato e l’ambasciata continueranno a lavorare, abbiamo rinforzato l’unità operativa”, ha aggiunto, spiegando inoltre che un funzionario dell’Unità di crisi della Farnesina è sul posto mentre personale diplomatico è presente nelle varie città svizzere dove si trovano i feriti. Palazzo Chigi fa inoltre sapere che “l’identificazione delle vittime è particolarmente complessa a causa delle gravi ustioni riportate da molti dei deceduti”.

Operati i primi due italiani ricoverati a Niguarda

Ieri mattina all’ospedale Niguarda di Milano è stato operato uno dei tre ragazzi ricoverati da lunedì, Manfredi Marcucci che aveva “una percentuale di superficie corporea più importante” soggetta a ustioni, come ha spiegato Franz Wilhelm Baruffaldi Preis, direttore del Centro Ustioni dell’ospedale. “Mio figlio sta male, però sta bene perché è vivo e questa è la cosa più importante per noi”, ha spiegato il padre, Umberto. “Ha ustioni sul 30, 40% del corpo. Ringraziando il cielo ha ustioni sulle braccia e sulla schiena e sui capelli – ha aggiunto -. È stato colpito dalle fiamme mentre scappava dal locale”.

Operata ieri anche la 29enne Eleonora Palmieri, “che ha un problema ad una mano da ricostruire, abbiamo sale operatorie disponibili sia sabato che domenica, quindi il nostro lavoro continuerà durante il weekend, anche per i pazienti che arriveranno, che sono anche loro molto gravi e quindi devono essere operati”, ha aggiunto Baruffaldi Preis. La ragazza “rimane intubata per il momento perché ha delle difficoltà respiratorie, però ha una superficie corporea con ustioni per fortuna limitata” quindi su questo “siamo positivi”.

Il terzo ragazzo, Giuseppe, invece “lo stiamo estubando ed è il meno grave, è quello che speriamo di poter avere a disposizione per delle medicazioni ma senza doverlo operare”, ha concluso.

Attesi altri feriti dalla Svizzera

E sempre ieri a Niguarda erano attesi altri quattro giovanissimi italiani rimasti feriti nella strage. “Oggi (ieri, ndr) dovremmo riuscire a trasferire qui al nostro ospedale quattro dei giovani che sono ancora feriti e che sono ricoverati negli ospedali svizzeri” ha spiegato l’assessore al Welfare della Regione Lombardia Guido Bertolaso. Circa “gli altri 6 pazienti italiani non ancora trasportabili per le gravi ustioni, si trovano tra Berna e Zurigo, ma li stiamo seguendo”, ha chiarito Bertolaso, “Se nei prossimi giorni saranno trasportabili li porteremo qui il prima possibile. Non siamo noi a decidere chi può essere trasportato, quando il medico curante in Svizzera ci darà l’autorizzazione al trasporto noi li prenderemo in carica”.