Strage nel Milanese, il marito confessa tutto

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dalla Redazione

Svolta nella tragedia di Motta Visconti. Dopo una notte passata sotto interrogatorio, Carlo Lissi ha confessato. Messo davanti a una serie di indizi probatori, l’uomo è crollato: “Sono stato io, voglio il massimo della pena” ha detto con la testa tra le mani.
Ai carabinieri ha raccontato di aver ucciso la moglie Cristina Omes, 38 anni, e i suoi due figli di 5 anni e 20 mesi, poi ha simulato una rapina. Prima di recarsi dagli amici per vedere la partita dell’Italia, ha gettato l’arma del delitto, un coltello da cucina, in un tombino.

“Ha confessato -conferma il sindaco Primo De Giuli – orario, modalità, tutto”.

 Un movente preciso ancora n0n c’è, ma le indagini dei carabinieri di Abbiategrasso coordinati dal pm di Pavia, Gustavo Cioppa, hanno risolto in poche ore un caso che ha sconvoltoil paese alle porte di Milano, in cui viveva la famiglia.

Le indagini continuano per inquadrare meglio i rapporti familiari tra i due. Gli inquirenti avrebbero tratto dalle parole dell’uomo sotto interrogatorio, la sensazione di “una enorme stanchezza” rispetto alla vita familiare. Carlo Lissi avrebbe sterminato la famiglia a causa di una passione per una collega di lavoro. Una passione non corrisposta, a quanto risulta agli investigatori, e di cui la moglie non era a conoscenza. La collega lo ha confermato agli investigatori, affermando che Lissi le si era dichiarato.

A denunciare il triplice omicidio ai carabinieri era stato proprio Lissi. Aveva raccontato che sabato notte, dopo aver visto la partita dell’Italia fuori casa, era tornato dalla sua famiglia, a Motta Visconti (Milano), e aveva trovato una scena agghiacciante.

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