Sui soldi i grillini fanno mezza marcia indietro

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di Alessandro Ciancio

In principio furono lo sdegno contro la politica, l’urlo anticasta, le promesse elettorali. Poi, a trionfo elettorale consumato, sono arrivati i problemi: l’affitto di un’abitazione a Roma, la retta universitaria da pagare ai figli, le continue spese di viaggio. Il dilemma dei parlamentari grillini è tutto qui: tra il mantenere in piedi l’utopia di una politica a costo (quasi a) zero e il doversi confrontare a muso duro con una realtà diversa da quella immaginata. Insomma, restituire in toto i soldi della diaria oppure tenerseli rendicontandone l’utilizzo?

Mezza marcia indietro
Il milionario Beppe Grillo ha sciolto con brutalità questo nodo gordiano: «Fanculo i soldi! Se avete firmato qualcosa dovete rispettarlo» ha intimato ieri ai suoi nel corso di una riunione convocata ad hoc nel Palazzo di Montecitorio. In realtà anche lui si sarebbe prestato a una mezza marcia indietro improntata al realismo: quei soldi si potranno usare ma andranno comunque rendicontati fino all’ultimo centesimo: «Non si fa la cresta su ciò che non è rendicontato, metteremo nomi e cognomi di chi vuol tenersi i soldi» avrebbe insistito rivolgendosi a deputati e senatori.
Già che c’era avrebbe anche insultato Antonio Venturino, il vicepresidente dell’Assemblea regionale siciliana espulso dal M5S perché in ritardo con la restituzione dei rimborsi eccedenti: «Si tiene i soldi, è un pezzo di m…».

Nessuna diretta streaming
Com’era facile aspettarsi, nessuna diretta streaming ha consentito ai cittadini di seguire in diretta il “dibattito” interno al gruppo dirigente grillino. Quando si tratta dei loro soldi, la trasparenza deve incontrare dei limiti. E’ stato però tutto un twittare all’esterno e un gran clamore ha suscitato a un certo punto la notizia di una blacklist dei riottosi già pronta per la gogna mediatica e internettiana. Decisione poi rinviata a un’assemblea da convocare in tempi brevi.

Rapporti con la stampa
Grillo ha poi annunciato un’inversione di strategia nei rapporti con la stampa. «Loro agiscono con le menzogne, noi reagiremo con rispetto e verità. Fermatevi per la strada a rispondere ai giornalisti», ha esortato i parlamentari. Sdoganata anche la partecipazione alle trasmissioni tv. «Andate pure nelle trasmissioni a spiegare ai cittadini le nostre idee, purché non siano talk show», ha precisato. L’ex comico ha infine spiegato ai suoi che «stiamo proteggendo la democrazia di questo Paese. Non siamo attaccati alle poltrone. Se non riusciremo a cambiare questo Paese, meglio andarsene in massa». Prima di congedarsi, ha quindi sottolineato: «Vado in mezzo alla gente, la gente ci vuole bene, hanno capito che siamo diversi». Sarà, ma intanto sembra ormai accantonata la loro solenne promessa di restituire al popolo la parte accessoria dello stipendio.