Sulla Clerici la Rai è Senza parole. La conduttrice è stata mandata allo sbaraglio. Un programma in rodaggio va aiutato e tutelato

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Un programma televisivo somiglia molto ad un bambino. Ha bisogno di attenzioni e di delicatezza, di polso fermo per le decisioni da prendere nel suo bene, e soprattutto di tempo per mostrare le sue qualità. Così come un genitore ha il dovere di scoprire i punti di forza del figlio per crescerlo nell’ambiente in cui gli saranno riconosciuti, così un’azienda deve tutelare i suoi prodotti e coltivarli in un terreno che sia fertile di riconoscimenti. Se questo è vero. Allora va segnalato che mamma Rai non sta mostrando tatto gentile e attenzione amorevole per il nuovo arrivato: Senza Parole.

CAVALLO DI RAZZA
Questa creatura televisiva, cullata fra le braccia di quella maestra di sensibilità che è Antonella Clerici, va in onda il sabato sera su Raiuno. Una sfida impegnativa, vista la concorrenza targata De Filippi. Una sfida che zia Antonella ha accettato e sta gestendo con la dignità che la contraddistingue. Che lei sia un cavallo di razza del tubo catodico lo dimostrano i fatti. La sua Prova del cuoco, ad esempio, ha tagliato da un po’ il traguardo dei 10 anni di età e continua a reggere lo scettro della trasmissione culinaria pioniera e più longeva. In un momento in cui ognuno si sente in dovere di farci sapere la sua sulla carbonara, il diadema della regina dei fornelli resta sui suoi ricci biondi e non si discute.

COLLOCAZIONE INGENEROSA
Ed è per questo che le difficoltà ad ingranare del suo Senza parole sono addebitabili più ad una collocazione ingenerosa da parte della Rai, che ha lanciato un programma ancora in fase di rodaggio nella gabbia dei leoni. Emozioni, sorprese, dinamiche divertenti condite con un pizzico di riflessione amarcord, che toccano le corde giuste e fanno riflettere.

BISOGNA AVERE PAZIENZA
Questo e molto altro è il potenziale di una trasmissione a cui non si sta dando il tempo di sbocciare. Il pubblico, si sa, è come uno sciame d’api affamato, pronto a spostarsi da un alveare all’altro con innocente disimpegno. Non si può pensare di puntare solo su un nome forte ed aspettarsi in cambio un 20% di riconoscenza. Una professionista come la Clerici va aiutata con un traino più importante, una strategia pubblicitaria meglio calibrata e soprattutto una collocazione nel giorno giusto. Si pensa sempre che il mondo dello spettacolo sia fatto di futilità e lustrini. Si dimentica spesso che dietro un programma c’e’ il lavoro di tante persone, il sudore di maestranze e le energie fisiche e mentali di una redazione. E allora basta con le accuse facili, con le frecciatine velenose scagliate tanto per accodarsi e i toni disfattisti. Iniziamo una nuova stagione fatta di consigli costruttivi e auguri di pronta guarigione.

NON è STATA
UNA SCONFITTA
Sì, perché Antonella non ha toppato. è stata solo spinta nell’acqua alta senza salvagente. E allora, stimabili critici televisivi, investite le vostre preziose energie per suggerirle una soluzione invece di restare intrappolati nel labirinto delle risatine sceme. Perché in una televisione un cui ormai si fa fatica a trovare delle certezze, un talento così generoso va tutelato con tenacia. Come si fa con le cose belle.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

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