Taranto, il cancro uccide sempre di più. Più di mille diagnosi di tumore ogni anno. Le industrie continuano a inquinare e le istituzioni restano a guardare

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L’attenzione è durata quel tanto che basta per provare a risolvere la questione. O, forse, quel tanto che basta per dare semplicemente la parvenza di un intervento. Perché a leggere i dati pubblicati oggi dall’associazione Peacelink, nella città e nella provincia di Taranto si continua a morire di tumore. E sempre di più.

90 NUOVI MALATI AL MESE
Basti un dato. Dal primo gennaio 2004 al 31 dicembre 2013 soltanto a Taranto città si è passati da 4677 malati di cancro attestati (ovvero rientranti nel codice 048: i pazienti registrati all’Asl e aventi diritto all’esenzione totale dal pagamento del ticket per farmaci e visite) a 8.901. In pratica, nel giro di dieci anni, i malati sono raddoppiati. Ma la denuncia, secondo quanto risulta dal dossier dell’associazione, va oltre. Il dato più preoccupante, infatti, è l’incidenza delle malattie tumorali. Se nel 2004 si sono accertati – considerando sempre la sola città tarantina – 651 nuovi casi di cancro diagnosticati, nel 2013, in un crescendo ininterrotto, siamo giunti a 1.034. Si passa, in altre parole, da una media di 1,7 diagnosi al giorno nel 2004 ad una media di 2,8 diagnosi al giorno nel 2013. Questo vuol dire, continua il rapporto, che nel 2015 avremo a Taranto una media di 3 diagnosi al giorno. Novanta al mese. Un dato, questo, assolutamente preoccupante se si considera che in tutta Italia, dal 2003, l’incidenza del cancro – specie negli uomini – è in costante calo. Sia al Nord sia al Centro che al Sud. Fatta eccezione, appunto, per la città pugliese.

PROVINCIA DI MORTE
Le cose non vanno meglio nemmeno allontanandosi di qualche chilometro dal centro tarantino. Anche in provincia, infatti, i dati parlano di un aumento clamoroso. Peacelink ha individuato e studiato diversi distretti. A Ginosa, ad esempio, si è passati da 66 casi di incidenza fra gli uomini nel 2003 a 102 nel 2013; a Grottaglie da 185 a 230. A Massafra, addirittura, da 87 casi a 203. E allora non c’è da sorprendersi se, tornando ai dati sui pazienti in codice 048, i malati in vita in tutta la provincia tarantina sono passati da 10.694 (anno 2004) all’incredibile cifra di 21.730.

A TARANTO SI NASCE PER MORIRE
Il trend – è chiaro – è assolutamente anomalo e in controtendenza, come detto, con i dati nazionali. Ma l’anomalia, tragicamente e paradossalmente, non sorprende. Pochi mesi fa, infatti, a pronunciarsi era stato l’Istituto Superiore di Sanità con il dossier “Sentieri” che si sofferma appunto sullo stato salutare e ambientale dei Sin della Terra dei Fuochi (55 comuni in tutto) e di Taranto. Per quanto riguarda quest’ultima i dati sono pressoché agghiaccianti. Nella città pugliese i tassi di mortalità segnano un +12% per gli uomini e un +11% per le donne rispetto alla media regionale con un picco a dir poco sconvolgente per il mesotelioma della pleura (+142% per gli uomini e +110% per le donne). Ma non è finita. Sono infatti i dati sui minori a gelare il sangue: i bambini tarantini muoiono per il 21% in più che in tutto il resto della Puglia. Un bollettino di guerra. Guerra contro i potentati. Le industrie inquinanti. E un governo che aldilà degli annunci non riesce ad andare.

 

@CarmineGazzanni

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