Tennis, il grande business degli Internazionali di Roma. È record d’incassi e di spettatori

di Sofia Pucci
Sport

Tra i maschi ha vinto (bene) il 20enne tedesco Zverev, vero. La più brava tra le donne è stata l’ucraina Svitolina, vero pure questo. Ma l’edizione, appena conclusa, degli Internazionali Bnl d’Italia è stata un successo anche della Fit, la Federazione Italiana Tennis, guidata da Angelo Binaghi. Qualche numero per confermare la tesi: sono stati 222.425 gli spettatori paganti, record assoluto del torneo. Superato il dato del 2016, quando erano stati, in totale, 204.816. L’incasso ha superato il “muro” dei 12 milioni di euro (12.007.057 euro per la precisione, nel 2016 furono incassati 11.733.165). Grandi affari anche per gli store autorizzati all’interno del Foro, ottimi ascolti per la tv ufficiale SuperTennis e un discreto “movimento” per tutto l’indotto. Non solo. Giovanni Malagò, appena riconfermato alla guida del Coni, e Binaghi sono riusciti a portare – prima volta in assoluto – anche un Presidente della Repubblica sul centrale del Foro Italico. “Mattarella era entusiasta, felice e soprattutto orgoglioso di quanto stiamo facendo vedere. Sia a livello i risultati, ma in particolare di capacità organizzativa. Il prossimo anno sarebbe bello vederlo a Piazza di Siena e magari qualcosa anche fuori Roma”. Così spiega, a petto in fuori, Malagò. E questo, agli Internazionali Bnl d’Italia, va riconosciuto. In un Paese in crisi, in una città in costante declino dove spostarsi da un quartiere all’altro è ormai un’avventura, gli Internazionali rappresentano una piccola oasi funzionale dove si può assistere a un grande spettacolo sportivo e vedere un’area piena di gente curata e costantemente pulita. A Roma, un piccolo miracolo. Come il rovescio bimane del predestinato Zverev (entrato oggi per la prima volta in assoluto nella top ten dell’Atp) o le bordate di dritto della neo campionessa del torneo femminile, Svitolina.

Ma torniamo ai numeri. Gli Internazionali sono ormai un business importante (e soprattutto in crescita) e Binaghi questo lo sa benissimo. Così il numero uno della Fit: “Il fatturato ha tenuto molto bene, nonostante un paio di mancati introiti dovuti a un paio di voci: la Ballroom (circa 700mila euro) e i proprietari dei diritti TV in Cina, che hanno lasciato un’insolvenza di 800mila euro che TPL (Tennis Properties Limited, oggi ATP Media) sta cercando di recuperare. Ma non tutti i mali vengono per nuocere – prosegue Binaghi – questi elementi ci stanno facendo capire che il torneo potrebbe tranquillamente fare a meno di determinate attività collaterali, e ha confermato di avere un valore superiore a quello dei tennisti che partecipano”.

La minaccia di spostare gli Internazionali a Milano, reiterata anche quest’anno, non è casuale e il torneo delle giovani promesse, quello della NextGen che si terrà a inizio novembre sotto il Duomo, è una sorta di prova generale. Roma, già fiaccata e stremata dai disservizi quotidiani, ferita dal “no” alle Olimpiadi e con varie aziende importanti che decidono di spostare gli uffici a Milano (vedi Sky) non può permettersi di perdere un evento del genere. Lo ha capito anche l’amministrazione grillina che ha concesso la suggestiva area dell’Arco di Costantino per il sorteggio dei tabelloni. La macchina per l’edizione 2018 è già partita. Ci auguriamo che il prossimo anno Nadal, Murray, Djokovic, Zverev e magari Federer insieme a Muguruza, Wialliams, Halep e Sharapova continuino a prendersi a pallate tra il centrale e il Pietrangeli. Viceversa, sarebbe una sconfitta clamorosa per la città e per tutti noi.