Giorgia Meloni decide di ingaggiare un braccio di ferro con lโEuropa sulla richiesta di allargare allโenergia la deroga al Patto di stabilitร sulla difesa. Richiesta finora rispedita al mittente. Le uniche aperture di Bruxelles sono state sui fondi di Coesione o sulla rimodulazione degli ultimi fondi del Pnrr. Nella lettera a Ursula von der Leyen, datata 17 maggio e di cui si attende la risposta il 3 giugno, la premier ha minacciato che, in caso di mancata deroga alle spese per la crisi energetica, lโattivazione del programma Safe da parte dellโItalia potrebbe non esserci. E cosรฌ ora Meloni traduce in pratica il ricatto di quanto va dicendo da settimane e di quanto ha messo nero su bianco nellโinedita lettera indirizzata alla presidente della Commissione Ue.
Tensioni sui prestiti per il riarmo, Meloni rimanda e prepara la sforbiciata
Con la crisi iraniana che non volge ad una fine e i prezzi dellโenergia costantemente alle stelle, per il governo italiano โsarebbe molto difficile spiegare allโopinione pubblica un eventuale ricorso al programma Safeโ. A meno che la National Escape Clause – ovvero la deroga al Patto – concordata da Bruxelles per la difesa non sia estesa anche ad una crisi che, ha rimarcato Meloni, oggi รจ una prioritร per lโintero continente. La lettera ha segnato un alzamento di livello della partita dellโItalia in Europa. E ora lโasticella si alza con la decisione non solo di temporeggiare sullโaccesso ai prestiti Safe ma anche con la scelta, se si decidesse di accedervi, di sforbiciare lโentitร di quanto richiesto. Appena un terzo, ovvero cinque miliardi sui 14,9 previsti.
L’annuncio
Lโannuncio era arrivato nella serata di giovedรฌ da Antonio Tajani: sul Safe โchiederemo menoโ dei 14,9 miliardi previsti, โsoltanto per realizzare progetti per i quali ci sono giร contratti firmati e non si possono non realizzareโ. La svolta รจ maturata dopo una riunione tenutasi mercoledรฌ a Palazzo Chigi, rivelata dal Messaggero, a pochi giorni dal termine, fissato il 30 maggio ma non perentorio, per la sottoscrizione dellโaccordo sul prestito necessario a dare piena esecuzione al piano di investimento presentato da ogni nazione. โNulla di ciรฒ che cโรจ scritto su liti furibonde o urla sulla spese della Difesa รจ vero – aveva twittato il ministro della Difesa Guido Crosetto – . Cosรฌ come non esiste alcuna riunione Crosetto-Meloni. Cโรจ stata una riunione Meloni-Tajani-Salvini-Crosetto-Giorgetti-Fazzolariโ.
Tensioni
La tensione nellโesecutivo cโรจ, anche perchรฉ in questo momento nessuno vuole passare per il โpartito delle armiโ. A partire dalla Lega. โIl Safe รจ una fonte di finanziamento, non รจ una spesa aggiuntiva, esattamente come il PNRR. Significa che non รจ che se noi facciamo lโadesione al Safe abbiamo la possibilitร di spendere piรน soldi. ร semplicemente la scelta di finanziarsi indebitandosi con lโUnione europea rispetto allโemissione dei Btp. Questa scelta ha un costo che รจ quello di consentire allโUnione europea di sindacare su quello che facciamo con i soldi presi a prestito esattamente come il PNRRโ, ha detto il leghista Claudio Borghi.
Meloni ha piรน volte chiarito che la prioritร รจ il capitolo energia. โQuando chiedi a qualcun altro di occuparsi della tua difesa poi lo paghiโ, ha sottolineato, ribadendo che โse di fronte alle crisi non siamo in grado di dare risposte ai cittadini e alle imprese rischiamo che non ci sia piรน niente da difendere in questa nazione. E quindi bisogna cercare un equilibrioโ. Quellโequilibrio potrebbe essere rappresentato anche dalla decisione sul Safe โche ha preso tutto il governo e tutta la coalizione del centrodestraโ, come spiegato da Tajani. Difficile credere che anche Crosetto, che da settimane รจ in pressing, soprattutto sul Mef, per sbloccare gli accordi sul tavolo, sia felice perรฒ di tale orientamento emerso nel governo.
L’Ue attende
โAbbiamo in totale 5 Stati che hanno firmato un accordo di prestito Safe: sono Polonia, Lituania, Croazia, Romania e Belgio, quindi lโItalia non ne fa parteโ, ha detto il portavoce della Commissione Ue Thomas Regnier. โLโEuropa deve essere preparata a qualsiasi scenario e pronta ad agire in qualsiasi circostanza. Il programma di prestiti Safe รจ un elemento importante di questa missione: รจ uno strumento essenziale per garantire e sviluppare le urgenti capacitร militari del nostro continenteโ, ha dichiarato la vicepresidente esecutiva della Commissione Henna Virkkunen. La partita con lโItalia รจ aperta.