Al Tg2 lo share viene Post. Il talk di Sangiuliano è una certezza. Dal 2020 ascolti stabili malgrado il Covid

Tg2 Post Manuela Moreno
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Abbiamo parlato recentemente delle problematiche di Rai Due, rete che ha da poco compiuto 60 anni, e del suo cronico calo di audience, oltre che del fatto che dai tempi dei fasti di Michele Santoro e di Carlo Freccero non si sia più ripresa. Qualche guizzo, come già sottolineato, c’era stato anche con Antonio Marano, sotto la cui direzione videro la luce alcuni programmi innovativi come La grande notte del lunedì sera e altri, ma diciamo che in realtà il secondo canale non è mai riuscito a trovare una propria identità negli ultimi 15 anni.

Una voce fuori dal coro è sicuramente il Tg2, uno degli architravi inamovibili di Rai2, un Tg che la identifica perché non è solo un telegiornale, ma in esso convergono numerose rubriche che coinvolgono diversi settori, dal food ai viaggi, dal lifestyle alla salute, fino al lavoro, alla criminalità e all’attualità: si parte alla mattina con Tg2 Italia mentre nel pomeriggio trovano spazio le storiche Eat Parade, Costume & Società, Medicina 33 e Sì Viaggiare.

Alla sera, invece, dopo il consueto tg delle 20.30, va in onda da quasi tre anni l’esperimento più nuovo, il Tg2 Post, nato come una sfida, una concorrenza a Otto e mezzo di Lilli Gruber su La7 e a Stasera Italia di Barbara Palombelli su Rete 4. Uno spazio, come abbiamo sempre detto e scritto, penalizzato dalla durata di soli 20 minuti circa che però, nonostante questo limite, si misura decisamente con buoni risultati, a volte superando alcuni diretti concorrenti. L’esperimento è partito nel febbraio del 2019 da un’idea di Gennaro Sangiuliano, direttore del Tg2, condivisa con l’allora direttore di rete Freccero e nel tempo ha preso sempre più piede.

Possiamo quindi dire che da esperimento è diventato una solida realtà nel palinsesto del canale diretto da Massimo Lavatore. Il “Tg2 Post” ci conferma che anche su Rai 2 ci può essere uno spazio per un approfondimento e che il carattere giovane della rete non confligge affatto con un’informazione moderna e contemporanea come quella appunto proposta dal format. Nel corso di questi anni sono cambiate le conduzioni: la prima al timone è stata Francesca Romana Elisei che poi ha lasciato il posto a Manuela Moreno (nella foto), giunta alla sua terza edizione, che ha traghettato gli ascolti verso lidi sicuri.

Si sono intervallate anche le conduzioni estive che, dopo Maria Antonietta Spadorcia, hanno visto la staffetta tra Luca Salerno nel 2020 e Luca Moriconi nel 2021. Si parlava di lidi sicuri degli ascolti, ebbene sono ormai due anni che il programma si è stabilizzato su standard più che soddisfacenti. Secondo i dati forniti come sempre da OmnicomMediaGroup, nel 2021 Tg2 Post ha tenuto una media di 1.015.673 spettatori col 4,2% di share, sostanzialmente invariato rispetto al 2020, che ricordiamolo è stato un anno eccezionale, televisivamente parlando, con cifre gonfiate a causa dei lockdown forzati dalla pandemia.

In questo sta anche il successo della trasmissione, ovvero essere riuscita a mantenersi sugli stessi livelli nonostante le condizioni sensibilmente diverse tra il 2021 appena trascorso e un 2020 fuori da ogni logica televisiva. La platea è equamente suddivisa al 50% tra uomini e donne, con una buona influenza sul pubblico giovane: nella fascia 20/24 anni lo share è sopra la media, al 4,3%, e anche tra i giovanissimi 15/19 anni è al 4,2%.

Il target laureati rappresenta la frangia con lo share più alto, al 5,9%, segno che il pubblico è di livello, preparato e attento alla proposta di spessore di Tg2 Post”. Dal punto di vista territoriale, la distribuzione è abbastanza equa in tutto lo Stivale, con il picco del 5,9% di share in Basilicata seguita dalla Sardegna (5,1%) e dal Lazio (5%); gradimenti più bassi invece in Trentino A. A. (3,4%), Abruzzo (3,2%) e Valle d’Aosta (1,6%).