Venerdì si terrà il Consiglio dei ministri. Venerdì scade il taglio delle accise sui carburanti. E il governo è alla disperata ricerca di fondi per una nuova proroga a tempo della sforbiciata e per venire incontro alle richieste degli autotrasportatori sul caro energia, visto lo sciopero proclamato dalla categoria dal 25 al 29 maggio. In assenza di proroghe, la benzina tornerà sopra i 2 euro al litro, il gasolio sopra i 2,2 euro. Lo ricorda il Codacons. Palazzo Chigi riceverà i rappresentanti dell’autotrasporto il 22 maggio. L’obiettivo dell’esecutivo è scongiurare un blocco della categoria, che avrebbe pesanti conseguenze sulla distribuzione delle merci. Sarebbe allo studio una proroga del credito d’imposta in vigore.
Tra accise e autotrasportatori, governo disperato a caccia di risorse
Il nodo di fondo resta sempre quello delle risorse, limitate. Il governo, dato l’alto debito pubblico e una crescita asfittica, ha margini di manovra ridottissimi. Ecco perché spera di trovare una sponda in Europa qualora l’interlocuzione con l’Ue sulla richiesta di maggiore flessibilità per le spese sul caro energia portasse a un esito positivo. Nei giorni scorsi la premier Giorgia Meloni ha scritto una lettera alla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen per chiedere di ampliare anche all’energia la clausola di salvaguardia prevista per la difesa. “L’attenzione in questa fase è rivolta al pieno utilizzo delle ingenti risorse Ue già disponibili”, ha fatto sapere Bruxelles.
Giorgetti spera nella sponda europea
Fonti del Mef, durante la prima giornata del G7 Finanze a Parigi, hanno fatto sapere che “si continua a trattare”. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha affermato che nel Cdm di venerdì sarà affrontato “anche il tema di rinnovare lo sconto sulle accise”, aggiungendo di credere che “si andrà in questa direzione”. “Saranno presi provvedimenti, sicuramente sull’autotrasporto e sul trasporto pubblico locale”, ha detto il ministro al termine del G7 Finanze. Sulle accise, ha spiegato, il governo sta lavorando sulle coperture finanziarie, “cosa che non è mai semplice in assenza di deroghe al Patto”.
“Non c’è soltanto la deroga, ci sono tante vie per arrivare al risultato, le stiamo esplorando tutte”, ha detto ancora Giorgetti. La trattativa, ha proseguito, “continua in queste ore”, a Bruxelles e “in tutte le sedi utili e necessarie per arrivare a una soluzione”. Quanto alle alternative alla deroga, il ministro ha richiamato i fattori rilevanti compresi nella disciplina europea, l’aggiornamento dell’andamento della finanza pubblica e quelle “sfumature e interpretazioni” che, con buona volontà, possono offrire una riuscita.
Sul tema che ha spinto il governo italiano a chiedere la deroga, Giorgetti ha insistito sulla specificità del caso italiano. “Tutti sono preoccupati, ma sono preoccupati a modo loro”, ha detto, perché ciascun Paese ha situazioni differenti. “La Francia non ha problemi perché veleggia oltre il 5% di deficit, la Germania non ha problemi perché ha un debito molto basso. L’Italia ha un piccolo problema: un debito ereditato molto elevato e il rischio concreto di rialzare i tassi di interesse”.
Il muro dell’Europa
“Sì, ovviamente ne abbiamo discusso. Stiamo esaminando la questione”, ha risposto il commissario europeo per l’Economia Valdis Dombrovskis a chi gli chiedeva se nel bilaterale con Giorgetti si fosse parlato della lettera inviata da Meloni a von der Leyen. Ma sulla richiesta italiana, Bruxelles continua a frenare. “In linea generale”, ha aggiunto Dombrovskis, la raccomandazione della Commissione è adottare “misure temporanee e mirate a sostegno dell’economia” che non aumentino la domanda di combustibili fossili.
Il punto, per Bruxelles, è che la crisi energetica nasce da uno shock dal lato dell’offerta. Sostenere troppo la domanda, ha spiegato Dombrovskis, rischia di mantenere alti i prezzi dell’energia e di far spendere molto denaro senza grandi benefici. Per questo la Commissione invita a riflettere attentamente sulla risposta politica. E in questo quadro viene valutata anche la richiesta dell’Italia.