Transizione ecologica al palo. Ormai solo il M5S parla di Ambiente. Grillo tuona contro i competenti degli inceneritori

Altro che transazione ecologica, il Governo progetta di riaccendere le centrali a carbone e apre a nuovi inceneritori.

Il giorno dopo lo strappo che si è consumato nel Consiglio dei ministri, con la decisione del M5S di non votare il decreto aiuti per via della norma sull’inceneritore di Roma, i pentastellati si ritrovano compatti a rilanciare le parole guerriere sull’ambiente. L’occasione è fornita da un convegno (qui il video) organizzato da Gianni Pietro Girotto, presidente M5S della commissione Industria del Senato, sulle comunità energetiche rinnovabili.

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Altro che transazione ecologica, il Governo progetta di riaccendere le centrali a carbone e apre a nuovi inceneritori

Il Movimento pare essere l’unica forza politica nel panorama nazionale rimasta a sventolare la bandiera dell’ecologia integrale, che è peraltro una delle sue cinque stelle. Bandiera ambientalista che anche i partiti di sinistra sembrano aver ammainato. Mentre il Governo dei Migliori, a dispetto di quella transizione ecologica a cui hanno pure intitolato un dicastero (richiesto a gran voce dal M5S), progetta, appunto, di riaccendere le centrali a carbone e apre la strada a nuovi inceneritori.

Conte: “Realizzare un termovalorizzatore non è transizione ecologica”

Il leader 5S Giuseppe Conte non rinuncia a denunciare, ancora una volta, la scorrettezza “gravissima” fatta nei confronti del M5S con quella che definisce “un’autostrada normativa al sindaco di Roma per realizzare il termovalorizzatore” e spiega che questa non è transizione ecologica e “io vorrei ricordare che il M5S sostiene questo Governo per realizzarla. Ha anche chiesto un ministero per questo”.

Attraverso le comunità energetiche, spiega Conte entrando nel tema del convegno, si tagliano i costi complessivi in modo strutturale. Le bollette si alleggeriscono del 20-30%, si riducono l’inquinamento e il ricorso alle fonti fossili e si risparmia sull’intera rete elettrica.

“Nei cassetti della nostra burocrazia – spiega – giacciono domande per autorizzazioni per fonti rinnovabili che potrebbero produrre, complessivamente, circa 200 gigawatt. Più di tre volte la potenza erogata dalle attuali centrali a gas e a carbone operative”.

Al convegno fa capolino anche Beppe Grillo. In un video messaggio il fondatore spunta dietro un pannello fotovoltaico montato su un tetto e in poco più di quattro minuti, dissacrante come al solito, non risparmia nessuno. “Ma quante testate giornalistiche, politiche soprattutto. Tecnologiche, di ambiente pochissime. Vi interessa l’ambiente, vi interessa l’energia? Non ci credo, siete lì per il particolare, il gerundio, il congiuntivo per fare i vostri titoloni. Siete lì a guardare se trovate uno spunto per dire ‘ha preso i soldi o non li ha presi, il Movimento è in crisi o non è in crisi’”.

Quando siamo in presenza di qualcosa di molto interessante. Grillo dice di essere stato testimonial delle più grandi comunità energetiche in Germania, in Svizzera. Eppure, argomenta, “sono concetti nuovi, fatti da gente normale e non dai competenti o specialisti: questo mondo dei competenti del nulla, competenti del mondo vecchio, degli inceneritori. Noi siamo gli incompetenti del nuovo, quello per renderci autonomi, del momento di scegliere tra aspettativa e speranza”.

Ovvero la speranza di non entrare in guerra e l’aspettativa che forse ci siamo già. Allora se è così, dice, ci vuole un’economia di guerra: bisogna che i produttori facciano le cose in un altro modo. “Bisogna decidere adesso se andare verso il carbone, verso il gas, verso il nucleare, oppure renderci autonomi” con le rinnovabili.

E ancora: “Bisogna togliere tutti questi sceriffi che ci sono nelle belle arti, nei comuni, nelle Regioni… sceriffi che bloccano milioni e milioni di Watt che sono già pronti”. E conclude ricordando che grazie a una legge di Girotto e del M5S i residenti nei condomini possono scambiarsi energia.

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