Trasparenza, la grande occasione di Milano col bilancio partecipativo

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

di Oscar Valori

Una grande opportunità per Milano, sprofondata in buco di bilancio di quasi 800 milioni di Euro.  L’opportunità, tra le prime metropoli in Italia, di restituire sovranità vera al popolo che sovrano dovrebbe già esserlo, per Costituzione. E’ la sfida che attende il Consiglio Comunale, chiamato a tradurre in pratica la mozione approvata nei giorni scorsi, in tema di “bilancio partecipativo”.  Un’idea nata a fine anni ’80 in Brasile e rapidamente diffusasi in America Latina e in Europa. Alle nostre latitudini sono ancora pochissime le amministrazioni che ci si stanno confrontando pienamente, una ventina scarsa di Comuni da Arezzo a Pescara. Le cronache italiane da Nord a Sud sono piene di esempi, poco edificanti, di istituzioni pubbliche schiave di mala gestione e sprechi, quando non addirittura di connivenze: incarichi esterni affidati ai soliti amici, delibere fatte ad hoc per appalti già assegnati, fondi elargiti a pioggia in cambio di consenso.

La campanella di fine “festa” potrebbe allora arrivare, a livello nazionale, dallo strumento del bilancio partecipativo? A spiegarne i contenuti è Mattia Calise, unico grillino in Consiglio e promotore della mozione: “Riconosciuto dall’Onu nel 1986 come una delle migliori pratiche di governance urbana nel mondo, è il  procedimento attraverso il quale la popolazione, individualmente e attraverso le proprie forme di aggregazione sociale, è chiamata a stabilire le modalità di assegnazione delle risorse a disposizione dell’ente o di una parte d’esse. L’istituzione del Bilancio Partecipativo contribuisce alla trasparenza, alla partecipazione, e alla cooperazione dei cittadini nelle politiche e nelle scelte della propria Amministrazione”, spiega ancora Calise nella mozione.Il documento approvato impegna ora Sindaco e  Giunta a “promuovere ed intraprendere, nei tempi utili, un’azione politico-amministrativa reale e concreta atta a deliberare l’introduzione, in forma sperimentale, dello strumento democratico del Bilancio Partecipativo”. L’idea è quella di incontri pubblici in cui fare emergere bisogni e proposte di spesa, verificate conti alla mano ed inserite nel bilancio di previsione.