Troppi falsi positivi. I Nas nelle farmacie e nei centri analisi. Chiusi 21 laboratori. Utilizzavano tamponi rapidi irregolari. Anche per rilasciare i Green Pass ai No Vax

tamponi rapidi Coronavirus
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

I Carabinieri per la Tutela della Salute hanno avviato, d’intesa con il Ministero della Salute, una vasta campagna di accertamenti nelle farmacie e nei laboratori analisi di diverse città per verificare la corretta esecuzione dei tamponi rapidi e delle analisi antigeniche per la ricerca del Covid-19. I controlli dei Nas sono stati avviati dal mese scorso, in tutta Italia, principalmente per contrastare il fenomeno dei cosiddetti “falsi positivi” e cioè persone, già risultate positive, che si presentano presso un punto di prelievo con la tessera sanitaria di un No Vax per fargli ottenere il Green Pass alla scadenza del periodo di quarantena e successivamente a un test negativo effettuato da quest’ultimo.

I tamponi rapidi utilizzati potevano fornire un risultato inattendibile

Negli ultimi 30 giorni i controlli dei Nas hanno interessato complessivamente 1.360 farmacie e centri di analisi, rilevando irregolarità presso 170 di essi (pari al 12,5%) e contestando 282 violazioni, a causa di: uso tamponi e kit reagenti non regolari, i quali, non rispettando gli standard richiesti, potevano fornire un risultato inattendibile; mancata identificazione e registrazione delle persone sottoposte a test nonché  irregolarità nella comunicazione delle risultanze nella piattaforma sanitaria informatica; inadeguatezza delle figure professionali impiegate nell’esecuzione dei tamponi, in quattro casi effettuati da personale non qualificato e in altri casi privo del green pass obbligatorio. Ed ancora effettuazione dei test in ambienti non idonei sotto il profilo igienico sanitario (androni di condominio, sottoscala, etc.), in locali promiscui o in totale assenza di autorizzazione regionale, aumentando il rischio di contagio.

Al termine delle ispezioni dei Nas è stata disposta la sospensione di 21 punti di prelievo di tamponi rapidi condotti in condizioni igienico-strutturali carenti e con modalità non compatibili con la prosecuzione dell’attività. Sono stati sequestrati complessivamente 677 kit per tamponi rapidi risultati non idonei e individuati 18 operatori che svolgevano l’attività sebbene privi del Green Pass.

L’estensione delle verifiche ha inoltre consentito di accertare ulteriori violazioni connesse con la regolare tenuta di farmaci e dispositivi medici. Sequestrate 650 confezioni di medicinali defustellati e 25.300 mascherine facciali irregolari. Gli interventi hanno interessato in particolare le città di Reggio Calabria, Campobasso, Cagliari, Parma, Brescia, Palermo, Taranto, Roma, Udine e Salerno.