DallโUcraina allโIran e alla Groenlandia, le dichiarazioni di Donald Trump sono sempre destinate a far discutere e a segnare una netta distanza con le posizioni dellโUnione europea. Non fa eccezione quanto accaduto ieri con unโintervista esclusiva rilasciata allโagenzia stampa Reuters, nella quale il presidente degli Stati Uniti รจ tornato a sostenere che Vladimir Putin sarebbe pronto a un accordo di pace, mentre a rallentare i negoziati che mirano a porre fine alla guerra sarebbe il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “Penso che Putin sia pronto a fare un accordo”, ha dichiarato Trump. Lo stesso poi, a precisa domanda su chi stia bloccando i negoziati, ha risposto in modo secco: “Zelensky”. Si tratta di parole โ e accuse โ non dissimili da quelle giร pronunciate dal tycoon nei mesi scorsi e, in particolare, durante il vertice alla Casa Bianca in cui mise alla berlina Zelensky.
La novitร , semmai, รจ che da qualche settimana la posizione del leader americano sembrava diametralmente cambiata in favore di Kiev, tanto che aveva annunciato nuove maxi sanzioni a Mosca, malgrado queste siano rimaste mere intenzioni e non si siano ancora tradotte in impegni concreti. Quel che รจ certo รจ che il presidente americano, concentrato su ben altri dossier, in particolare quello per decapitare il regime iraniano e quello sullโeventuale annessione della Groenlandia, appare sempre piรน smanioso di lasciarsi alle spalle il conflitto ucraino. Proprio in questโottica si legge la nuova apertura dellโinquilino della Casa Bianca a incontrare il leader ucraino a Davos, in occasione del World Economic Forum, con un faccia a faccia che per il momento non รจ ancora ufficializzato ma che, se davvero dovesse tenersi, si prospetta “ad alta tensione”. Nella stessa intervista, infatti, il tycoon ha detto che “io sarรฒ presente” e che “se ci sarร anche Zelensky, allora potremo parlare”.
Trump lascia l’Europa sgomenta
Parole forti che hanno lasciato sgomenta e senza parole lโamministrazione ucraina, mentre hanno suscitato reazioni piccate in mezza Europa. Tra le voci piรน nette cโรจ sicuramente quella del primo ministro polacco Donald Tusk, che ha ribaltato completamente la lettura di Trump, scrivendo su X (lโex Twitter) che “รจ stata la Russia a respingere il piano di pace preparato dagli Stati Uniti, non Zelensky”. Del resto, fa notare il leader della Polonia, la risposta di Mosca alle proposte diplomatiche non รจ stata unโapertura negoziale, ma “ulteriori attacchi missilistici contro le cittร ucraine” e per questo si รจ detto convinto che lโunica strada possibile per fermare le ostilitร resti quella di “aumentare la pressione su Mosca”, convincendo Putin a fermare la guerra.
Una posizione non molto dissimile da quella espressa dallโItalia, con il ministro della Difesa Guido Crosetto che, nelle comunicazioni alla Camera dei deputati, ha messo in guardia dal confondere le dichiarazioni con i fatti. “La politica internazionale non si giudica dalle parole, ma dai comportamenti” ed รจ un fatto che “la Russia non abbia mai dato segnali concreti di voler fermare le ostilitร ”, ha sottolineato il cofondatore di Fratelli dโItalia. Lo stesso, oltre a rinnovare lโappoggio di Roma a Kiev, ha poi fatto notare come “persino Hamas, unโorganizzazione terroristica brutale e priva di giustificazione, a un certo punto ha accettato una tregua. La Russia finora no: nessuna pausa, nessun segnale”.
Dalla Groenlandia all’Iran, ecco gli altri dossier americani
Ma Trump non si รจ limitato alla sola questione ucraina e nella giornata di ieri รจ tornato a spaventare lโUe sulla necessitร di acquisire il controllo della Groenlandia, strappandola alla Danimarca, e sullโIran, dove tutto lascia pensare a un imminente attacco americano. Sulla questione dellโannessione dellโisola artica, a rispondere รจ stato ancora una volta Tusk, che non ha esitato a dire che “un intervento militare degli Usa in Groenlandia sarebbe un disastro dal nostro punto di vista. Un conflitto o un tentativo di annessione del territorio di uno Stato membro della Nato da parte di un altro Stato membro della Nato, in particolare gli Stati Uniti, sarebbe la fine del mondo come lo conosciamo, un mondo che ha garantito sicurezza per decenni a noi e non solo a noi”.
Proprio nel tentativo di scoraggiare le mire di Trump, sempre piรน Stati Ue stanno ragionando sullโinvio di truppe in Groenlandia, con in prima fila la Francia di Emmanuel Macron, che ha giร schierato diversi militari. Ma in queste ore a tenere banco รจ soprattutto la crisi in Iran, dove continuano le proteste e il tycoon rinnova le sue minacce di un intervento militare. Proprio per evitare una mossa che riaccenderebbe la miccia in tutto il Medio Oriente, con lโentourage di Ali Khamenei che ha giร annunciato rappresaglie contro gli Usa e i loro alleati nellโarea, Arabia Saudita, Qatar e Oman starebbero pressando Trump affinchรฉ dia “unโultima possibilitร allโIran” e, secondo quanto riportano i media arabi, avrebbero ottenuto dal tycoon la promessa di rinviare lโeventuale attacco e di tentare una mediazione in extremis che, perรฒ, appare tutta in salita.