Se qualcuno avesse avuto dei dubbi, ci ha pensato Donald Trump a dissiparli. L’operazione portata avanti dagli Stati Uniti, con l’attacco in Venezuela e la cattura del presidente Nicolas Maduro, ha un solo vero obiettivo: il petrolio. Caracas, infatti, detiene le più grandi riserve petrolifere del pianeta.
E il presidente degli Stati Uniti ha di fatto ammesso che il petrolio in questa operazione c’entra eccome. Trump, in un intervento a Fox News, ha infatti svelato che il Stati Uniti saranno “fortemente coinvolti nell’industria petrolifera del Venezuela”. Insomma, l’obiettivo di Trump era rovesciare il regime di Caracas, tanto che sta già pensando al futuro del Paese: “Considereremo se sia possibile per Machado guidare il Venezuela”, dice riferendosi alla leader dell’opposizione e appena nominata premio Nobel per la pace.
Trump svela i piani Usa sul petrolio venezuelano
Trump, quindi, ammette che il petrolio venezuelano è fondamentale per gli Usa, che avranno ora un ruolo nella sua gestione. Trump, a Fox News, racconta di aver guardato tutta l’operazione “in tempo reale” dalla sua residenza a Mar-a-Lago. Ora, spiega il presidente Usa, Maduro è diritto a New York: attualmente si trova a bordo della nave Hiroshima e verrà poi trasferito a New York con la moglie.
Il presidente Usa continua a raccontare l’operazione, spiegando che si voleva intervenire già quattro giorni fa ma si è deciso di rinviare l’assalto per il cattivo tempo. Trump definisce una “fortezza” la residenza in cui si trovava Maduro, prelevato poi dalla sua camera da letto. Maduro, secondo quanto racconta ancora Trump, avrebbe cercato di negoziare alla fine ma – afferma il presidente Usa – “ho detto no”. Infine, Trump non esclude una “nuova operazione militare” in Venezuela, “se costretti”.